Incontro pubblico nella sala consiliare del Comune di Locri. Il presidente del tribunale per i diritti del malato: «È l’inizio di un percorso». Falcomatà: «Chiediamo soluzioni strutturali»
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Stabilire un protocollo di intesa con la Prefettura e con i comuni interessati della provincia Reggio Reggio Calabria per offrire la possibilità ai medici di venire nella Locride senza pagare alloggi sfruttando gli immobili confiscati alla criminalità organizzata utili anche come aree di ricovero.
E poi ancora stabilire un vincolo di territorialità per gli oss e gli infermieri dei paesi vicini e costretti ad andare a lavorare a Reggio e Catanzaro, quando potrebbero con alcuni emendamenti essere favoriti da una mobilità più semplice.
Sono solo alcune delle proposte emerse nel corso di un incontro pubblico a Locri promosso dal presidente del tribunale per i diritti del malato Pino Mammoliti e dall’osservatorio per la sanità locridea per fare il punto della situazione sull’emergenza sanitaria che sta vivendo il territorio e soprattutto l’ospedale di Locri, alle prese con una cronica carenza di personale e posti letto.
«La nostra non è una battaglia finale - ha espresso il penalista locrese - ma l’inizio di un percorso, di una nuova dimensione della solidarietà tra cittadini e istituzioni. Diversamente vincere sempre il profitto, il privato a scapito della pubblico e soprattutto a scapito della gente, e questo non lo consentiremo».
Le proposte saranno consegnate nei prossimi giorni nelle mani dei consiglieri regionali in vista dell’assemblea di Palazzo Campanella convocata sul tema il 16 gennaio. Proposte definite di buon senso da Giuseppe Falcomatà, unico componente dell’assemblea regionale presente a Locri.
«Non sappiamo ancora cosa andremo a votare il 16 gennaio - ha detto l’ex sindaco di Reggio Calabria - Vogliamo trovare soluzioni strutturali. Come risolvere il problema? Come si è risolto per i magistrati che hanno l’incentivo a venire al sud, come si è risolto per le forze dell’ordine che hanno un incentivo ad andare nelle zone disagiate.
Allo stesso modo si trovino incentivi per sopperire alla carenza di medici andando oltre il contratto collettivo nazionale. Sono ben contento di poter portare all’attenzione del consiglio regionale proposte che in altre regioni già hanno portato dei buoni risultati».

