Contro la Nissa un successo che va oltre il risultato, tra identità di squadra, passione e l’abbraccio ai tifosi nel giorno del 112° compleanno del club
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C’è un filo invisibile che unisce questa Reggina ai suoi tifosi: la passione. A Caltanissetta, contro la Nissa, è arrivata un’altra vittoria dal sapore intenso di appartenenza, orgoglio e riscatto.
Contro la Nissa è arrivata un’altra vittoria, un 1-2 che vale ben più dei tre punti: racconta l’identità di un gruppo che crede, soffre e gioisce insieme, stretto attorno a colori che da 112 anni rappresentano una città intera.
Nel giorno dell’anniversario della fondazione del club, gli amaranto hanno regalato ai propri tifosi una prova di carattere e maturità. «Era una partita importante come le altre, ma l’abbiamo vinta con merito», ha spiegato mister Torrisi nel dopogara.
Parole semplici, ma dense di significato: ogni gara per la Reggina conta allo stesso modo, perché ogni novanta minuti sono un’occasione per ribadire che questa squadra è viva, autentica, coerente con i propri valori.
Sul campo si è vista una formazione consapevole della propria forza, capace di proporre calcio e identità anche in un contesto caldo come quello di Caltanissetta. «Abbiamo affrontato la gara con spensieratezza, senza l’ossessione di vincere — ha aggiunto Torrisi — e l’abbiamo vinta». In questa leggerezza, fatta di fiducia e compattezza, risiede la vera anima del gruppo: undici uomini che si muovono all’unisono, supportandosi nei momenti decisivi.
Determinante, come sempre, il contributo dei singoli interpretato nello spirito del collettivo. Lagonigro ha risposto presente quando serviva, Giuliodori ha messo al servizio della squadra la sua esperienza, mentre Ferraro ha incarnato alla perfezione l’essenza dell’uomo squadra: generoso, energico, trascinatore. «Meritava il gol — ha commentato l’allenatore — ma conta poco chi segna, conta l’atteggiamento». Una frase che racchiude tutta la filosofia amaranto, fondata sul gruppo e sul lavoro quotidiano.
Anche il gol subito, arrivato nel momento di massima gestione, non ha intaccato la solidità di una squadra capace di restare concentrata e compatta. «Non ci nascondiamo, non l’ho fatto nemmeno quando eravamo a meno dodici», ha ricordato Torrisi, con orgoglio e consapevolezza di un percorso costruito con fatica e fede.
Il tecnico ha poi celebrato il compleanno della Reggina con un messaggio affidato ai social, sincero e carico di amore: «Ora sì che posso farti gli auguri. Buon compleanno Reggina. Ma quanto è bello allenarti». Parole che raccontano meglio di qualsiasi cronaca il legame speciale tra squadra, allenatore e tifosi.
Da Caltanissetta, dunque, arriva un’altra pagina di passione amaranto. Questa Reggina non promette miracoli, ma regala qualcosa di più vero: la certezza di lottare fino all’ultimo minuto per onorare un nome che pesa e una maglia che vale più di qualsiasi classifica.

