lunedì,Dicembre 6 2021

Area Griso Laboccetta e tomba ellenistica: due siti archeologici con due diversi destini

Partiti i lavori di riqualificazione dell’antico santuario in via Aschenez. Poche buone nuove a causa di un contenzioso esistente per la tomba ellenistica

Area Griso Laboccetta e tomba ellenistica: due siti archeologici con due diversi destini

Due siti archeologici a Reggio Calabria con due storie diverse: per l’area Griso Laboccetta c’è la possibilità di tornare alla ribalta, mentre oscuro resta il futuro della tomba ellenistica, in via Tripepi, di cui più volta vi abbiamo raccontato perché presa di mira dai soliti incivili che vi depositano i rifiuti.

Il centralissimo parco Griso Laboccetta, è situato in via Aschenez, ed è di competenza della Città metropolitana di Reggio Calabria. Anticamente era un’area sacra alla dea Demetra e a Persefone. In loco sono stati trovati moltissimi resti dell’antico tempio, statuette, oggetti votivi, ora conservati al museo archeologico reggino.

Sono stati affidati i lavori che potrebbero essere consegnati entro la fine dell’anno. Da inizio agosto sono partite le attività che prevedono un corposo restyling del valore di 80mila euro dal programma triennale delle opere pubbliche 2020/2022. I lavori prevedono, tra l’altro, innalzamento del cancello, rifacimento dell’impianto di pubblica illuminazione ed eliminazione del palco fatiscente.

Il futuro invece non è così roseo per un altro sito stavolta di pertinenza del comune di Reggio Calabria Parliamo dell’area archeologica della tomba ellenistica di via Tripepi da tempo sfregiata dai tanti rifiuti che vengono lasciati dentro e fuori. Come chiarisce il consigliere delegato Merenda: per l’area verde il sito è stato oggetto di pulizia diverse volte e in atto c’è una interlocuzione con un’associazione che provvederà ad adottarla.

Le difficoltà riguardano invece la parte inferiore del sito dove è visibile il mancato completamento dei lavori. Un progetto che, come evidenzia il sindaco Falcomatà, affondava le sue radici all’interno del Decreto Reggio e, come tanti progetti, anche in questo caso ci sono dei contenziosi.  

Problemi che non riguardano la ditta che esegue i lavori ma inerenti ad una situazione di mancato esproprio delle aree dove poi si doveva intervenire. Una situazione ancora bloccata relativa ai rapporti con gli attuali proprietari. Dunque servirà ancora aspettare perché il sito sia restituito alla collettività in maniera completa.

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