di Lorenzo Vazzana – C’è un punto, lungo il respiro salato del mare, in cui il tempo sembra trattenere il fiato. Lì, tra il mormorio delle onde e il riflesso dorato del sole sull’acqua, si erge Athena. Fiera, immobile, eppure viva nello sguardo di chi osserva. Non è soltanto una figura: è promessa, è radice, è difesa silenziosa di una città che le appartiene quanto lei appartiene ad essa.

Il lungomare si distende ai suoi piedi come un ricordo che non vuole svanire, mentre il vento le accarezza i contorni con la stessa delicatezza di un pensiero innamorato. In quel dialogo invisibile tra pietra e mare, si racconta una storia di forza e di appartenenza, di identità custodita e mai perduta.

Athena non guarda soltanto l’orizzonte: lo abita. E chi passa, anche solo per un istante, sente di far parte di qualcosa di eterno, come se quel frammento di mondo avesse scelto di accoglierlo nel suo abbraccio.