C’è un silenzio che parla, nelle giornate in cui il cielo si fa immenso e l’azzurro sembra non finire mai. Il Castello di Scilla si staglia fiero, sospeso tra storia e leggenda, accarezzato da una luce limpida che ne disegna i contorni con dolcezza. Sotto di lui, la galleria attraversa la roccia come un segreto custodito, un varco discreto tra ombra e sole.

Il mare, calmo e luminoso, riflette l’infinito, confondendo i confini tra acqua e cielo. Ogni pietra racconta amori antichi, partenze e ritorni, promesse sussurrate al vento salmastro. In questo abbraccio di blu e silenzi, il tempo sembra rallentare, lasciando spazio alla meraviglia.

È un istante perfetto, senza nuvole né pensieri, dove lo sguardo si perde e il cuore resta. Scilla, così, non è solo un luogo: è un sentimento che respira piano, sotto un azzurro sconfinato.