C’è un momento, a Scilla, in cui il tempo sembra trattenere il respiro. Il cielo si incendia di sfumature ardenti, e il mare le accoglie come uno specchio innamorato. In quell’attimo sospeso, il sole scende lento, quasi esitante, fino a sfiorare il pilone di Messina, come se volesse poggiarsi lì, stanco e felice, dopo il lungo viaggio nel cielo.

È un’illusione, certo, ma così perfetta da sembrare un gesto reale, intimo. Le luci si addolciscono, il vento si placa, e ogni cosa si veste di una malinconia dolce, che non pesa ma accarezza. Chi osserva resta in silenzio, rapito, come davanti a una promessa non detta.

Perché in quel tramonto non c’è solo la fine del giorno, ma l’inizio di un ricordo che continuerà a brillare, anche quando la notte avrà preso il suo posto