Dalla piazza di San Rocco, in una limpida giornata d'autunno, la scultura di Scilla domina lo Stretto. Bella e feroce, fragile e immortale, racconta una leggenda incisa nel vento.
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Scolpita nel bronzo e nel mito, Scilla osserva silenziosa lo Stretto, con lo sguardo fiero e tormentato rivolto verso l’infinito. Le sue teste canine, simbolo di dolore e condanna, sembrano dormire al sole, in una giornata d’autunno che sa di primavera. Intorno a lei, la piazza di San Rocco respira quieta, cullata dal suono del mare e dal calore della luce azzurra che avvolge ogni cosa. Scilla non è solo leggenda: è ferita che si fa arte, maledizione che si sublima in bellezza. La sua figura racconta di amori perduti, di metamorfosi e resistenza, in un equilibrio perfetto tra umanità e mito. E mentre il tempo scivola lento tra le onde, lei resta lì, sentinella eterna di un luogo dove storia e poesia si intrecciano nel respiro del mare.

