Il cibo di qualità entra negli ospedali calabresi e diventa uno strumento concreto di prevenzione. È questo il messaggio lanciato da “Campagna Amica per la Salute”, l’iniziativa promossa da Coldiretti, Fondazione Campagna Amica e Fondazione Aletheia, che porta i mercati contadini all’interno delle strutture sanitarie con l’obiettivo di creare un nuovo dialogo tra cittadini, medici e agricoltori.

Il progetto ha coinvolto nei giorni scorsi tre importanti presidi ospedalieri regionali: il Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria – Presidio Morelli, l’Azienda Ospedaliera di Cosenza – Presidio “SS. Annunziata” e l’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Renato Dulbecco” di Catanzaro – Presidio “Pugliese”.

Al centro dell’iniziativa la promozione di una corretta alimentazione come strumento di prevenzione e la volontà di contrastare i rischi legati al consumo eccessivo di cibi ultra processati, associati all’aumento di obesità e patologie croniche. Nei mercati contadini allestiti negli ospedali, le eccellenze dei produttori calabresi hanno raccontato un modello alimentare basato sulla qualità, sulla trasparenza e sul legame con il territorio, dimostrando come la biodiversità possa rappresentare una risorsa preziosa anche per la salute pubblica.

Al Presidio Morelli del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria il Mercato di Campagna Amica è stato inaugurato alla presenza dei rappresentanti di Coldiretti e delle istituzioni sanitarie. Un momento di confronto per ribadire il rapporto sempre più stretto tra agricoltura, alimentazione e benessere.

«Abbiamo deciso di portare il nostro Mercato di Campagna Amica qui nella Casa della Salute – ha dichiarato Federica Basile, presidente provinciale Coldiretti Reggio Calabria – perché siamo convinti che cibo, agricoltura e salute siano un triangolo che non può essere indipendente l’uno dall’altro».

«Questa è un’iniziativa simbolo perché la salute passa dall’alimentazione e l’alimentazione passa necessariamente dai nostri agricoltori – ha aggiunto Basile –. Passa dalla difesa dei nostri territori, del prodotto sano e dalla lotta ai cibi ultra formulati e ultra processati».

Durante la giornata si è svolto anche un confronto con le istituzioni sanitarie del G.O.M., che ha evidenziato il ruolo dell’alimentazione sia nella prevenzione sia nel percorso di cura dei cittadini.

«Abbiamo avuto un confronto con tutte le istituzioni sanitarie qui al Morelli che è stato un confronto splendido perché ci ha sottolineato e ci ha dato una nuova convinzione sull’importanza che il cibo ha sulla salute e sulla prevenzione per i cittadini – ha spiegato la presidente provinciale Coldiretti –. Riteniamo che questa sia la prima di una serie di iniziative che porteremo avanti per valorizzare i prodotti del nostro territorio e soprattutto la salute dei nostri cittadini».

Sul valore educativo del progetto è intervenuta anche Elvira Leuzi, vicepresidente nazionale Coldiretti Federpensionati, che ha sottolineato la necessità di orientare i cittadini verso scelte alimentari più consapevoli.

«L’iniziativa punta a educare i cittadini sulla necessità di scegliere prodotti freschi e del territorio contrastando i cibi ultra processati. In una regione con alti tassi di patologie croniche il messaggio è chiaro: la prevenzione non si riceve solo dal medico, ma si pratica ogni giorno a tavola».

«Consumare cibo sano significa ridurre gli stati infiammatori e investire sulla longevità e sulla qualità della vita – ha aggiunto Leuzi –. Dal GOM parte dunque un invito alla consapevolezza. Volersi bene inizia dalla spesa».

Un concetto ribadito anche da Federica Basile, che ha posto l’accento sul ruolo degli agricoltori come protagonisti della filiera alimentare.

«Noi siamo convinti in Coldiretti, ma in generale come agricoltori, che la prevenzione passa dalle nostre tavole e i protagonisti sulle nostre tavole devono essere gli agricoltori».

«È stato un incontro ricco di contenuti e soprattutto ci ha dato una nuova convinzione sull’importanza del cibo nella prevenzione e anche nell’accompagnamento delle cure sanitarie – ha proseguito Basile –. Questa convinzione ci deve dare la possibilità di valorizzare il nostro prodotto, perché dobbiamo riuscire a comunicare ai cittadini non solo l’importanza di mangiare sano, ma anche come capire quanto sia sano quello che stanno mangiando».

La presidente provinciale Coldiretti ha quindi richiamato l’attenzione sulla diffusione dei prodotti ultra processati e sulla necessità di aumentare la consapevolezza dei consumatori.

«Dobbiamo aiutare i cittadini e le loro famiglie a stare lontano il più possibile dai cibi ultra processati che, con prezzi accattivanti e sapori che creano una vera e propria dipendenza, stanno rendendo schiava una popolazione e anche delle medicine che serviranno poi per curare le malattie che questi cibi provocano».

«Questo noi come Coldiretti e come agricoltori non intendiamo consentirlo – ha concluso Basile – e ribadiamo l’importanza del cibo sano e il protagonismo dei nostri agricoltori sulle nostre tavole».

L’iniziativa, che coinvolge oltre 70 città italiane, punta a costruire un vero e proprio “patto per la salute” tra cittadini e mercati contadini, portando nei luoghi della cura un messaggio semplice: la prevenzione inizia dalle scelte quotidiane e dalla qualità degli alimenti che arrivano sulle nostre tavole.