Il nastro è stato appena tagliato, ma per Maddalena Berardi il momento più importante arriva subito dopo. Finita l’inaugurazione, dentro il nuovo Ospedale di Comunità di Bova Marina possono entrare i primi pazienti. Nessuna apertura sulla carta, dunque: la struttura realizzata nell’ex Seminario comincia da oggi la propria attività sanitaria.

«Sono molto emozionata perché trovare tutta questa gente, gli operatori contentissimi e una struttura meravigliosa in un contesto molto suggestivo, bello e tranquillo, mi apre il cuore», ha spiegato la direttrice generale dell’Asp di Reggio Calabria pochi minuti dopo il taglio del nastro insieme al sindaco Andrea Zirilli.

Poi il passaggio che la Berardi ha voluto scandire con maggiore forza: «Noi consegniamo oggi questa struttura alla comunità. Non è né dell’Asp, né del sindaco, è dei cittadini». Un risultato arrivato dopo mesi di lavoro e una corsa per rispettare tempi e obiettivi: «È stata realizzata con grande fatica perché abbiamo corso, abbiamo corso tantissimo. Grazie a tutti gli operatori che oggi lavorano, ai tecnici che hanno seguito i lavori e a chi ci ha messo a disposizione la struttura».

Ma è soprattutto l’annuncio sull’immediata operatività a trasformare la giornata dell’inaugurazione nel primo giorno effettivo dell’Ospedale di Comunità. «Abbiamo già i pazienti pronti. Essendo questo il momento dell’inaugurazione, un momento anche di confusione, abbiamo ritenuto di ricoverarli fra qualche ora».

La DG Berardi spiega anche quale sarà la funzione del nuovo presidio, pensato come anello intermedio tra l’ospedale tradizionale e il ritorno a domicilio. «È la struttura dove il paziente dimissibile, ma che non può andare ancora a casa, trova una qualificata assistenza infermieristica H24 con il governo di una figura medica». Un «domicilio assistito», nelle parole della dg, nel quale garantire continuità delle cure e accompagnare il paziente verso il definitivo rientro a casa.

L’apertura dello “Stella Maris” di Bova Marina si inserisce in una programmazione più ampia che sta ridisegnando la sanità territoriale dell’Area Grecanica. Dopo la Casa della Comunità di Roghudi, l’attenzione resta anche sul Tiberio Evoli di Melito Porto Salvo. «Gli investimenti che stiamo facendo su tutta l’area sono tantissimi», sottolinea Berardi, annunciando a breve nuovi lavori e ribadendo la necessità di «custodire e conservare quello che già di qualità elevata abbiamo all’interno di quell’ospedale e arricchirlo, ove possibile», attraverso professionisti e nuovi modelli organizzativi.

Da Bova Marina, insomma, parte un altro tassello della nuova rete territoriale. E questa volta non bisognerà aspettare il giorno dopo l’inaugurazione per capire se la struttura funziona: i primi pazienti sono già alla porta.