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Hanno lottato per i loro figli. Hanno provato a dare voce a chi voce non ha come i bambini affetti dallo spettro autistico. Hanno portato avanti battaglie per anni nonostante le difficoltà e hanno vinto. Il tribunale ha riconosciuto loro il diritto al risarcimento delle somme spese per garantire terapie fondamentali per i loro figli. Ma a Reggio Calabria da due anni si assiste a un paradosso: Stato contro Stato. Proprio così perché se da un lato un giudice stabilisce il risarcimento dall’altra l’Asp, guidata dal Prefetto e commissario Giovanni Meloni, non da seguito alla sentenza.
Dopo altri due anni di attese, rimpalli, rinvii e lotte, 14 famiglie H dell’associazione “Il volo delle farfalle” oggi hanno avviato una protesta ad oltranza per ottenere quantomeno una risposta da parte della commissione straordinaria. Sono genitori stanchi e afflitti perché oltre a dover combattere con i limiti della disabilità sono costretti anche a battagliare con le istituzioni che, invece di tutelarli, li ostacolano.
Hanno annunciato lo sciopero della fame e della sete, sono disposti a dare la loro vita per i loro figli che hanno solo avuto la sfortuna di nascere non disabili ma in Calabria. Una terra dove i diritti spesso vengono scambiati con concessioni, dove non esistono centri pubblici per l’autismo e dove i genitori che pur di curare i loro figli si indebitano poi non ottengono un sacrosanto risarcimento. Meloni non li ha ancora ricevuti ma loro non intendono fare un passo indietro e continueranno ad oltranza la protesta perchè «siamo la voce dei nostri figli che non possono parlare e siamo stanchi e avviliti perché ci hanno abbandonato. Non è possibile – ci spiega Angela – che dopo aver ottenuto una sentenza del tribunale adesso non intendano pagare le terapie dei nostri figli. Non sono un capriccio ma terapie che per loro sono salvavita».

