La voce dei giovani e di una comunità sfinita ma determinata a difendere i propri diritti: «Da 20 giorni senza acqua. Ci stanno cancellando, ma noi non ci stiamo»
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Riceviamo e pubblichiamo:
«Venti giorni di rubinetti a secco, venti giorni di silenzio istituzionale, venti giorni di esasperazione. A Cataforio, frazione collinare del comune di Reggio Calabria, il diritto fondamentale all'acqua è diventato un miraggio. Una crisi idrica senza sosta che sta mettendo in ginocchio la popolazione e le pochissime attività commerciali rimaste, trasformando la quotidianità in un percorso a ostacoli.
Un disservizio grave che non è più tollerabile. Nei giorni "fortunati", l'erogazione idrica cessa sistematicamente intorno alle 14:00 o alle 15:00 del pomeriggio. In quelli peggiori – come oggi 21/06/2026– l'acqua è rimasta disponibile appena dalle 6:00 alle 8:00 del mattino, per poi sparire completamente. Nemmeno un filo d'acqua per garantire l'igiene minima personale o la gestione di una casa.
Il muro di gomma della Sorical
La cittadinanza non è rimasta a guardare. La Sorical (Società Risorse Idriche Calabresi), l'azienda che gestisce il servizio idrico, è stata tempestata di segnalazioni. Abbiamo inviato diffide e solleciti formali mezzo Pec, descrivendo nel dettaglio i gravi danni che questa situazione sta arrecando a tutti noi.
Il risultato? Un muro di gomma. Palliativi - misurazioni di pressione ai contatori nelle ore in cui l’acqua arriva. Nessuna risposta concreta, nessun intervento risolutivo, solo il rumore di tubature vuote e il silenzio di chi dovrebbe garantire un servizio pubblico essenziale e regolarmente pagato dai contribuenti.
Cataforio è una piccola realtà collinare, uno di quei borghi calabresi costantemente minacciati dallo spettro dello spopolamento. A mantenerlo vivo, contro tutto e tutti, è la sua popolazione sono i suoi giovani che hanno scelto di non abbandonare la propria terra, investendo energie, sogni e attività commerciali nel proprio paese d'origine.
Oggi, questi stessi si trovano a dover combattere una battaglia paradossale nel 2026: quella per avere l'acqua corrente. Ma la rabbia si sta trasformando in mobilitazione. La popolazione di Cataforio ha deciso di alzare la voce contro la mancanza di ascolto della politica e dei gestori.
"Far valere i nostri diritti"I disagi per gli anziani e i soggetti fragili sono incalcolabili. 20 giorni di emergenza continua. Orari da terzo mondo: acqua disponibile solo per pochissime ore all'alba o del tutto assente. Zero risposte da Sorical e dalle istituzioni competenti.
L'intera comunità di Cataforio lancia un appello disperato ma fermo, che suona come un ultimatum: Non permetteremo che la burocrazia e l'inefficienza danneggino ancora il nostro paese e noi cittadini. Chiediamo il ripristino immediato del servizio e pretendiamo il rispetto dei nostri diritti più elementari. Arriveremo a denunciare a tutte le possibili istituzioni e competenze qualora entro le prossime 48 ore non dovessimo avere il servizio ripristinato in maniera regolare ed efficiente. Boni si … ma fissa No. Ora si attendono risposte. Quelle vere».

