mercoledì,Aprile 17 2024

Reggio, la bellezza come valore di vita promossa dall’evento “Un paracadute per Grace”

Prima iniziativa nazionale organizzata dall’associazione Grace, in collaborazione con l’Anpd’I

Reggio, la bellezza come valore di vita promossa dall’evento “Un paracadute per Grace”

Albert Einstein lo diceva: «La mente umana è come un paracadute: funziona solo quando si apre».
Un evento rivolto al concetto di bellezza non come attributo estetico ma come valore di Vita. Questo è stato “Un Paracadute per Grace”, la prima iniziativa nazionale organizzata dall’associazione Grace, guidata dal Presidente Lidia Papisca, in collaborazione con l’Anpd’I di Reggio Calabria – presieduta da Annunziato Mileto – in ricordo del fondatore della stessa sezione Cav. Eugenio Papisca ed ospitato presso l’auditorium “Fava-Garofalo” della Scuola Allievi Carabinieri di Reggio Calabria.
Una giornata teorico-pratica (quella odierna che prevedeva un’escursione al monumento dello Zillastro nel Parco Nazionale dell’Aspromonte per ricordare i paracadutisti caduti in questo luogo nel secondo conflitto mondiale è stata rinviata a data da destinarsi) che grazie ai vari relatori è riuscita a trasferire, attraverso la disciplina e la filosofia del paracadutista, valori e virtù. Un susseguirsi di racconti e testimonianze, moderate dal giornalista Carlo Arnese, che hanno ripercorso la storia del paracadutismo e la nascita dell’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia abbracciando i valori dell’Associazione Grace.
Ognuno di noi ha un paracadute. Non si vede, non si può toccare, però c’è. Qualcuno lo chiama il “paracadute dell’anima” che come un vero paracadute, serve solo in rare occasioni, ma sono occasioni importanti. Lo si può immaginare chiuso dentro una specie di zainetto alle nostre spalle, poi, quando lo azioniamo, si apre un’ampia vela che rallenta la tua caduta fino a trasformarla in una dolce discesa e le signore con patologia oncologica – come ribadito da un’emozionata Lidia Papisca, Presidente associazione Grace – lo sanno benissimo.
Al tavolo dei relatori e dopo i vari saluti istituzionali, in cui è stato sottolineato a più voci l’importanza di fare rete tra associazioni ed istituzioni – Colonnello Vittorio Carrara, Comandante Scuola Allievi Carabinieri Reggio Calabria; Paolo Brunetti, Sindaco f.f. di Reggio Calabria; Giuseppe Giordano, delegato per la Città Metropolitana; Giovanna Russo, Garante Diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Reggio Calabria; Silvia Lottero, Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte – è toccato a Federico Ciavattone, Direttore del Centro Studi di Storia del Paracadutismo Militare Italiano dell’Anpd’I (con sede presso la Caserma “Gamerra” del Centro Addestramento Paracadutisti di Pisa) aprire i lavori.
Un excursus storico sulla storia nazionale del Paracadutismo militare illustrandone le fasi salienti delle battaglie condotte dalla Folgore. A fargli eco il Capitano dei Carabinieri, oggi in pensione, e paracadutista Cosimo Sframeli che ha proseguito il racconto soffermandosi sull’ultima contesa in Aspromonte della Nembo. Un’epica battaglia tra 400 paracadutisti del
185° Battaglione della Nembo e 5.000 soldati canadesi di due Reggimenti, il Nuova Scozia e
l’Edmonton.
Dalla storia studiata sui libri a quella vissuta in prima persona. Toccante la testimonianza di Caterina Iannì, sorella di Giuseppe il parà reggino deceduto nella strage della Meloria, il disastro aereo accaduto il 9 novembre 1971 al largo di Livorno. Un Hercules della Royal Air Force — con a bordo 46 paracadutisti italiani e 6 militari britannici — s’inabissò al largo della costa Livornese, in una zona chiamata Secche della Meloria. Era diretto in Sardegna per la Cold Stream, un’esercitazione militare della Nato. Morirono tutti, alcuni furono ritrovati dopo mesi, altri mai; per le nostre Forze Armate quello è rimasto il più grave incidente dalla fine della Seconda guerra mondiale. Oggi Caterina, tra le prime donne a lanciarsi col
paracadute negli anni ‘70, tra aneddoti e ricordi, continua con orgoglio a far parte della
sezione reggina dell’ANPd’I.
La parte pratica dei lavori, invece, è stata affidata a Piero Preite già Presidente Anpd’I Cosenza che ha illustrato le fasi salienti delle attività che svolgono con la dimostrazione pratica e precisa dei materiali in uso per l’attività lancistica e i corsi di paracadutismo.
A suggellare il primo evento nazionale la consegna delle targhe ANPd’I da parte del Presidente della sezione reggina, Annunziato Mileto, ai relatori.

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