martedì,Aprile 23 2024

Bivongi, il consultorio a rischio chiusura: esplode la protesta dei cittadini

Oggi un sit-in per chiedere il mantenimento della struttura. «Negato il diritto alla salute»

Bivongi, il consultorio a rischio chiusura: esplode la protesta dei cittadini

Attiviste, professioniste e semplici cittadine si sono ritrovate questo pomeriggio davanti al consultorio familiare di Bivongi, per chiedere a gran voce il mantenimento della struttura a rischio chiusura a distanza di due anni dopo il pensionamento dell’ultima ostetrica in servizio.

«Ci ritroviamo depotenziati e chiusi – è il grido d’allarme dell’attivista Adele Murace – con il pensionamento dell’ultima ostetrica significa perdere un presidio socio-sanitario importante per il territorio. Si tratta di strutture che non possono essere lasciate indietro rispetto alle altre. In questo momento nello Stilaro questo diritto ci è negato, il consultorio viene aperto solo due volte a settimana a causa della mancanza del personale di base che deve essere garantito. L’Asp? Ci sta ascoltando, ma noi aspettiamo da un anno l’assunzione di altro personale che non è mai arrivato».

Ad appoggiare la protesta dei cittadini anche il sindaco di Bivongi, nonché medico, Vincenzo Valenti: «Si tratta di un servizio per le donne ma non solo per le donne, che abbiamo ottenuto lottando con l’impegno di tutti e la sensibilità dell’Asp che ha accolto le nostre esigenze. Adesso un cittadino di Bivongi dovrà recarsi a Roccella per una consulenza medica. Noi siamo già penalizzati perché siamo lontani dalle strutture ospedaliere. Per arrivare a Locri o Soverato ci vogliono 45 minuti. Avevamo anche un cardiologo, che non è mai stato sostituito. Chiediamo con forza che i servizi essenziali vengano assicurati alla popolazione. Siamo nel terzo mondo – ha tuonato il primo cittadino – chiediamo l’intervento delle istituzioni regionali e nazionali. Non ci fermeremo. Andremo avanti con le nostre battaglie».

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