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«È arrivata la chiamata del Quirinale per questa convocazione ed è stato un momento di gioia. Ero con la mia famiglia, con papà e mamma, Pietro e Stefania, e con mia sorella più piccola Giulia. Eravamo tutti contentissimi». Tra i 29 alfieri della Repubblica attesi al Quirinale giovedì 15 maggio per il ritiro dell’attestato di Onore, ci sono anche due calabresi. Con il lametino Francesco Mazza c’è anche il reggino Francesco De Marco che con semplicità racconta il gesto di coraggio e altruismo compiuto due estati fa in Sicilia, a Scoglitti nel ragusano, e per il quale riceverà l’onorificenza.

Il gesto di altruismo e coraggio

«Mi trovavo in vacanza a Scoglitti con la mia famiglia ed ero sulla spiaggia. Il mare era mosso. Ho notato che c’era un’anziana signora in difficoltà. Il marito, che era corso subito a soccorrerla, era anche lui in difficoltà, tirato sott’acqua dalla moglie in preda al panico. Mi sono precipitato ad aiutarli e sono riuscito a riportarli al sicuro sulla riva. In quel momento non ho pensato a nient’altro. Non credo di avere fatto qualcosa di eroico. Penso solo di aver fatto quello che avrei fatto in ogni altra situazione di necessità, ossia aiutare gli altri. Nuoto sin da piccolo. Mio padre, Pietro, mi ha insegnato e sapevo di poter dare una mano in quella situazione di pericolo».

Progetti e passioni

Era l’estate del 2023 e Francesco aveva 16 anni. Adesso ne ha 18 e ha in progetto di restare a studiare a Reggio.

«Frequento l’ultimo anno al liceo scientifico Leonardo Da Vinci e in futuro credo sceglierò la facoltà di ingegneria anche se ancora non so quale ramo. Ho la necessaria passione per la matematica e credo di voler intraprendere questa strada. Proseguirò i miei studi all’università Mediterranea. Sono molto legato alla mia città che credo sia bellissima. Qui – racconta ancora Francesco De Marco sono cresciuto e mi sento molto legato. Ci sono i miei affetti e i miei amici. Coltivo la passione per le lingue straniere, in particolare per l’inglese e lo spagnolo, e per il calcio che pratico con la Pro Pellaro. Gioco in Promozione Juniores under 19 nel ruolo di centrocampista».

La dedica

Queste le passioni e le prospettive di Francesco. Ma intanto, in questa settimana, lo attende un memorabile viaggio a Roma per incontrare il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

«Per me questa onorificenza ha un significato importantissimo. Sono onorato e orgoglioso. Spero di portare in alto il nome della mia famiglia e della mia città. La dedico alla mia famiglia. Sono felice di renderli orgogliosi», sottolinea Francesco De Marco.

Le parole di papà Pietro

«Fin da bambino Francesco ha manifestato un temperamento mite. Crescendo è diventato un ragazzo molto maturo per la sua età. Siamo davvero contenti per questa onorificenza. Non è stato lui a informarci quel giorno di quanto accaduto al mare e di quanto aveva fatto. Lo abbiamo saputo da altri bagnanti. Per lui è stato naturale correre in aiuto di chi era in difficoltà. Questo, da genitori, ci rende ancora più fieri. Questa onorificenza credo sia un giusto riconoscimento per un gesto compiuto con prontezza e discrezione», racconta papa Pietro.

Il plauso della comunità scolastica

«Siamo orgogliosi di Francesco, il cui coraggio ha permesso di salvare due vite umane. L’onorificenza è tra le massime conferite dal presidente della Repubblica e siamo felici come comunità scolastica di poter condividere questa gioia con lui e la sua famiglia», ha commentato la dirigente scolastica del liceo scientifico Leonardo Da Vinci, Antonella Borrello subito dopo la nomina ufficializzata lo scorso aprile.

Gli alfieri della Repubblica

La Presidenza della Repubblica ha istituito dal 2010 un “Attestato d’Onore” per premiare giovani minorenni che, per comportamento o attitudini, rappresentino un modello di buoni cittadini. I premiati, non oltre 30 l’anno, si sono distinguono nello studio, in attività culturali, scientifiche, artistiche, sportive, nel volontariato oppure per il compimento di atti e comportamenti ispirati a senso civico, altruismo e solidarietà.

L’Attestato attribuisce il titolo di “Alfiere della Repubblica” è, dunque, riservato ai giovani fino ai 18 anni. Viene concesso ai cittadini italiani, anche residenti all’estero e ai cittadini stranieri residenti, che siano nati nel nostro Paese o abbiano frequentato con profitto le scuole italiane per almeno 5 anni.