«“C’è un mare di sofferenza che ci aspetta, da ascoltare”, ha detto il cardinale O’Malley in un discorso alla CEI qualche tempo fa, quando era Presidente della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori. È la sofferenza delle vittime di abusi e a volte la letteratura, un romanzo, un poco riesce a regalare uno sguardo nuovo su qualcosa che non conosciamo. Mi piacerebbe contribuire a trovare questo sguardo». Con queste parole Mariapia Veladiano, già vincitrice del Premio Calvino e seconda al Premio Strega 2011, introduce il suo nuovo romanzo «Dio della polvere» (Guanda), che presenterà martedì 27 ottobre alle ore 18 alla Sala “Mons. Ferro” della Diocesi di Reggio Calabria – Bova.

Protagonista del libro è Chiara, una fisioterapista che chiede e ottiene di incontrare il vescovo per salvare una ragazza vittima di abusi da parte di un sacerdote della diocesi. Ne nasce una serie di colloqui serrati, in cui Chiara non concede tregua al prelato e pretende verità e giustizia.

Dialogheranno con l’autrice Francesca Panuccio, avvocato e docente universitario, e Suor Maria Ausilia Chiellino, psicologa clinica, referente del Servizio diocesano per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili, che ha sede proprio in via Tommaso Campanella, 63, dove si svolgerà l’incontro, ed è raggiungibile all’indirizzo mail tutelaminori@reggiobova.it.

«La presenza del nostro Servizio a questo incontro testimonia un impegno concreto, operativo e costante che la Diocesi porta avanti con determinazione», spiega Chiellino. «Ci siamo e siamo felici di esserci per riaffermare che l’ascolto, la trasparenza e la tutela dei più fragili sono e restano per noi una priorità assoluta.

Il Servizio diocesano per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili», sottolinea, «è una realtà aperta, viva e a disposizione delle vittime, delle loro famiglie e di quanti desiderano collaborare per promuovere, insieme, una diffusa e rigorosa cultura della prevenzione e della cura. Fare memoria, ascoltare con empatia e agire secondo giustizia e verità non sono soltanto risposte a situazioni del passato, ma i pilastri quotidiani con cui la nostra comunità ecclesiale intende garantire ambienti sicuri, trasparenti e accoglienti per tutti i giovani e le famiglie». L’ingresso è libero.