Quarantasei ettari di patrimonio boschivo comunale restano nella disponibilità della collettività. La Corte d’Appello di Reggio Calabria, con una sentenza depositata il 19 maggio scorso, ha infatti respinto il ricorso presentato da un privato cittadino che chiedeva di acquisire per usucapione speciale due particelle di terreno di proprietà del Comune di Caulonia, confermando integralmente quanto già stabilito dal Tribunale di Locri nel 2022.

Si chiude così una lunga vicenda giudiziaria iniziata nel 2013, quando il ricorrente aveva avanzato la richiesta di riconoscimento dell’usucapione ai sensi dell’articolo 1159 bis del Codice Civile, sostenendo di aver esercitato per oltre vent’anni il possesso dei terreni. Una tesi che il Comune aveva contestato sin dall’inizio e che i giudici, sia in primo che in secondo grado, hanno ritenuto non supportata da prove sufficienti.

Nelle motivazioni della sentenza, la Corte d’Appello evidenzia come non sia stato dimostrato un possesso esercitato «uti dominus», cioè come proprietario effettivo, in maniera pubblica, pacifica, continuativa ed esclusiva. Allo stesso tempo non sarebbe stata provata l’esistenza di una concreta attività agricola sui terreni, requisito necessario per l’applicazione della disciplina dell’usucapione speciale della piccola proprietà rurale. Le testimonianze raccolte nel corso del procedimento sono state giudicate generiche e non idonee a dimostrare i presupposti richiesti dalla normativa.

Grande soddisfazione è stata espressa dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Francesco Cagliuso.

«Questa sentenza è una vittoria per tutta la comunità di Caulonia – dichiara il primo cittadino –. Il patrimonio pubblico appartiene ai cittadini e tutelarlo è un dovere preciso dell’amministrazione. Siamo soddisfatti che la giustizia abbia riconosciuto le ragioni del Comune in entrambi i gradi di giudizio e ringraziamo l’avvocato Emanuele Procopio per la competenza, la dedizione e la tenacia con cui ha difeso gli interessi dell’ente in questa lunga vicenda».

Sulla stessa linea il vicesindaco e assessore alla Cultura Giovanni Maiolo, che sottolinea il valore simbolico della decisione. «Quarantasei ettari di bosco fanno parte del territorio di Caulonia, della sua storia e della sua identità. Impedire che venissero sottratti al patrimonio comunale non è soltanto una questione giuridica, ma un atto di rispetto verso la comunità e verso le future generazioni».

Per l’assessore al Controllo del Territorio Lorenzo Commisso, il pronunciamento rafforza inoltre il ruolo delle amministrazioni nella tutela dei beni comuni. «Quarantasei ettari di bosco significano sentieri, biodiversità, fauna e risorse ambientali che appartengono a tutti. La difesa del territorio passa anche attraverso la vigilanza giuridica sul patrimonio pubblico».

L’amministrazione comunale ha infine rivolto un ringraziamento all’avvocato Emanuele Procopio, che ha assistito l’ente nei due gradi di giudizio, contribuendo a preservare un’importante porzione del patrimonio boschivo comunale, destinata a rimanere nella disponibilità della collettività cauloniese.