Dalle piazze e dai territori di tutta Italia, voce, colori e vita all’idea di un’altra possibile politica, fondata relazioni, giustizia, sulla cura del mondo e disarmo. Nel primo giorno d’estate, la Capitale accoglie la manifestazione "Tessere la pace. Disarmiamo le città"
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Si leva con tutti i colori di un alfabeto ispirato al dialogo e all'unità di intenti, la voce corale della Rete 10, 100, 1000 Piazze di Donne per la Pace oggi in piazza Campidoglio a Roma in occasione della manifestazione "Tessere la pace. Disarmiamo le città". Nel primo giorno d’estate e anche il giorno con più ora di luce dell’anno, dalle piazze e dai territori, donne di tutta Italia si ritrovano a Roma per dare visibilità a una politica della pace fondata sulle relazioni, sulla giustizia, sulla cura del mondo e sul disarmo. Portano con sé le tessiture collettive nate nei presidi e nei luoghi dell'impegno quotidiano, trame di relazioni e pratiche di pace per condividere la possibilità di un'altra politica.
Il percorso iniziato nel 2025, che ha attivato donne di tutte le generazioni, da nord a sud dell'Italia, si è concretizzato nella realizzazione di un arazzo della Pace, oggi composto nella Capitale in tutta la sua grandezza, nella piazza monumentale posta sulla cima del colle Campidoglio. Una testimonianza corale di come la Pace sia una pratica collettiva, un bene comune da valorizzare, costruire e custodire insieme con gesti semplici e che la coralità rende straordinariamente dirompenti.
Nel grande Arazzo per la Pace a Roma anche le tessere realizzate sulla riva calabrese dello Stretto su impulso dell'Udi di Reggio Calabria, in parte esposte in anteprima in piazza Italia, in occasione della recente celebrazione della festa della Liberazione.
«Tante ragazze e tanti ragazzi hanno partecipato insieme a noi a 10 100 1000 piazze di donne per tessere un Arazzo di Pace e tramare per una pace giusta e duratura. Grazie a chi ha scelto d unirsi, a chi si è fermato ad ascoltare.
Come avevamo promesso, oggi siamo a Roma per comporre anche con tutte le tessere che abbiamo realizzato a Reggio il grande Arazzo della Pace. Diamo così corpo e vita al lavoro di questi mesi per coinvolgere la società civile e soprattutto i giovani», spiegano le attiviste Udi oggi in piazza Campidoglio in rappresentanza di tutti coloro che si sono uniti in questo percorso.
A Roma con la responsabile del gruppo Udi Reggio Calabria Luciana Amato, Maria Concetta Cancer, Daniela Corigliano, Titti Federico, Damiana Festa, Silvana Ficara, Caterina Iacopino, Anna Maria Olivieri, Eliana Palmieri, Stefania Polimeni e Pina Timpani.
Da Reggio Calabria anche l'adesione delle associazioni antifasciste della Città Metropolitana di Reggio Calabria Alioscia, Ampa venticinqueaprile ed Anei.
La petizione
«Partono da gesti quotidiani, femminili, antichi — cucire, tessere, riparare — pratiche marginalizzate, declassate, invisibili. E le rovesciano. Le trasformano in azione politica pubblica. Fuori dalla logica della forza. Fuori dalle forme consuete del dissenso.
Con fili, tessuti, mani e corpi danno forma a una pratica collettiva: tessere la pace come gesto politico. Non è solo un gesto simbolico, è azione. Occupa lo spazio pubblico, crea legami. Sposta il senso del possibile. Riporta al centro ciò che la guerra cancella: corpi, vite, relazioni. Non sarà un’esposizione. Sarà una presa di posizione collettiva», si legge nella petizione lanciata dalla a Rete 10, 100, 1000 piazze di donne per la pace sulla piattaforma IoScelgo.
La prima a sottoscrivere la petizione, la scrittrice Dacia Maraini che proprio oggi pomeriggio (ore 17:30) in piazza Paolo Orsi, nel museo Archeologico di Reggio Calabria di Reggio Calabria parlerà delle “Scritture segrete. Le donne che hanno cambiato il mondo con la parola”, nell'ambito dell'incontro organizzato dal Circolo culturale Guglielmo Calarco in collaborazione con il Club di Territorio Touring Club e l’Accademia del tempo libero.
Preparare la Pace tessendo relazioni e politiche alternative alla guerra
Proprio Dacia Maraini lo scorso maggio sul Corriere della Sera ha scritto di questa mobilitazione delle donne attraverso la tessitura, un gesto semplice e rivoluzionario. «Si può preparare la pace tessendo? Si possono comunicare pensieri di pace con tante mani che operano su tessiture dal segno gentile e arcaico?
Eppure è quello che stanno facendo tante donne in giro per il nostro paese partendo da un’idea nata dal confronto fra le donne del “Presidio di pace” di Palermo e le donne “Contro ogni guerra” di Pinerolo.
Non è che le donne siano portate per natura alla tessitura, ma la storia le ha costrette a questa arte casalinga mentre l’uomo andava a fare la guerra, a conquistare terre e donne in altri luoghi(...).
Stiamo vivendo dentro una cultura mediatica che scoraggia palesemente la memoria perché dobbiamo diventare tutti bravi compratori e bravi venditori, e il mercato non ama la memoria che suscita consapevolezza e coscienza storica. Per questo chi coltiva oggi la memoria fa resistenza.
Tante donne di città diverse hanno aderito all’iniziativa. Si è cominciato con Palermo e Pinerolo, poi seguite da Milano, Bergamo, Firenze, Perugia, Roma, Napoli, Reggio Calabria, Catania, Siracusa e Messina, a cui si stanno aggiungendo tante altre città piccole e grandi.
Gli arazzi, a volte giganteschi, che narrano storie affascinanti.
“Con creatività e immaginazione abbiamo espresso l’amore per il genere umano”, spiega Daniela Dioguardi, una delle iniziatrici del progetto.
E io aggiungo che dovremmo ascoltare di più la voce di chi si oppone con gesti umili alla diffusa pratica dell’odio e della prepotenza verbale e fisica» (Dacia Maraini, Corriere della Sera, 11 maggio 2026).
Da Reggio Calabria a Roma
La rotonda 8 marzo di Reggio è stata in Calabria tra le "10, 100, 1000 piazze per la pace", il 26 giugno 2025, nella settimana di mobilitazione europea di "Stop ReArm Europe". In quella giornata donne attive in movimenti per la pace, il disarmo, la giustizia sociale e ambientale, si sono messe in rete e mobilitarsi per creare spazi di relazione, confronto e aggregazione. Nell'occasione proposta al pubblico una suggestiva riflessione sul contributo essenziale delle donne per una critica della guerra e un'opera di pace attraverso una originale rivisitazione della Lisistrata di Aristofane.
Il percorso delle donne reggine dell'Udi dentro la Rete è poi proseguito lo scorso febbraio con la presentazione a palazzo San Giorgio, con il sostegno dell’Ottava Commissione consiliare (Pari opportunità, pace, diritti umani, relazioni internazionali, immigrazione) del Comune di Reggio, della Carta dell'impegno per un mondo disarmato, lanciata ufficialmente nell’ottobre 2025 in occasione della marcia Perugia-Assisi e con l'avvio della realizzazione dell'Arazzo della Pace.
Un altro momento di grande partecipazione è stato lo scorso 28 marzo nella galleria di palazzo San Giorgio quando giovani hanno intonato un potente inno alla pace ispirandosi al coraggio di Antigone ed Elena di Troia e all’eredità dei Beatles.
Un cammino che oggu culmina a Roma ma che non può ancora considerarsi concluso.





