"Nessuno verrà lasciato indietro": è questo il grido di battaglia che ha risuonato tra le mura del Polo Culturale "Mattia Preti" a Palazzo Campanella lo scorso 7 luglio. L'evento di presentazione del MOICA (Movimento Italiano Casalinghe) di Reggio Calabria non è stato il consueto esercizio di retorica, ma il debutto ufficiale di una rete operativa nata per contrastare fattivamente la violenza di genere e sui minori. In un panorama troppo spesso saturo di "sterili passerelle" e appuntamenti di facciata, l'associazione si propone come un presidio di legalità basato sulla competenza scientifica di un nucleo di 14 professionisti, che annovera tra le sue fila eminenti avvocati, criminologi, accademici e filosofi.

Al centro di questa nuova realtà batte il cuore di una storia di profonda resilienza e rinascita. La Presidente dell'associazione, Margherita Nucera, ha scelto di trasformare l'orrore di un passato segnato dalla pedofilia in un faro di speranza per l'intero territorio. Raccontando la genesi del suo impegno, Nucera ha spiegato con estrema lucidità che, sebbene in un primo momento non riuscisse a comprendere il perché di una simile sofferenza, è poi giunta alla consapevolezza che quel trauma potesse diventare o il suo "dolore più grande" o la sua "redenzione più grande".

Questa giovane donna, che oggi a soli 19 anni si pone come un punto di riferimento per chi non trova la forza di parlare, ha dichiarato di aver sfruttato quanto vissuto per comprendere nel profondo le altre donne, decidendo di aprire una sezione territoriale dedicata interamente al sostegno delle vittime di violenza.

La tragicità del fenomeno della violenza richiede risposte che non lascino spazio all'improvvisazione. Per tale ragione, la sfida di Margherita Nucera è supportata da una squadra che ha scelto di credere nella sua visione e nella necessità di un approccio strutturato. La Presidente ha infatti sottolineato come, per aiutare concretamente tutte le vittime, avesse bisogno di una "squadra forte e competente", trovando la fortuna di collaborare con professionisti — dai legali agli esperti di ambito artistico-umanitario — che si sono affidati alla sua guida per scrivere una pagina nuova di aiuto reciproco. In questo modo, "Nemo Resideo" smette di essere un semplice slogan per diventare la promessa concreta di una comunità che ha deciso di non voltarsi più dall'altra parte, offrendo a chi soffre gli strumenti tecnici e il coraggio umano necessari per denunciare e rinascere.