Prevista per domani la riunione dell’organo di governo della Fondazione Alvaro, propedeutica al reinsediamento del vecchio Consigli di Amministrazione. Si torna alla vecchia governance dell’ente con lo sguardo rivolto al futuro
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Si riunirà oggi 1 luglio 2026 alle ore 17 il CdA della Fondazione Alvaro. All’ordine del giorno la presa d’atto della recente sentenza del TAR Calabria che annulla, come richiesto da Aldo Morace e Tonino Perna, rispettivamente già presidente e vicepresidente del disciolto CdA, il provvedimento di scioglimento dell’organo di governance dell’ente culturale decretato dalla Prefettura di Reggio Calabria.
Il copione è scritto: la seduta, caldeggiata dalla stessa Prefettura che i magistrati hanno individuato nell’amministrazione incaricata di dare esecuzione alla sentenza, servirà a dare seguito a quanto disposto dai giudici e porre le condizioni per il reinsediamento del CdA decaduto.
A meno che non si verifichi il mancato raggiungimento del numero legale necessario a rendere valida la seduta – condizione che pare lontana dall’accadere - non sono attesi ulteriori sorprendenti sviluppi, ma si andrà spediti verso il ripristino dello status quo antecedente alla decisione della Prefettura.
Poi la storia sarà tutta da scrivere: si tratterà di capire che direzione dare a una Fondazione martoriata e come orientarne l’azione. Di sicuro, decadendo tutti gli attuali organi previsti dallo Statuto bisognerà procedere con nuove deliberazioni e nuove nomine. Potrebbe essere elaborato un nuovo statuto e dovrà essere nominato un nuovo Comitato Scientifico, il terzo nell’arco di un anno e mezzo. Il CdA pronto a reinsediarsi dovrebbe restare al suo posto per gestire questa fase di transizione. L’obiettivo è avviare una nuova stagione dell’ente. Probabilmente preparando successivamente una rinnovata compagine di governo della Fondazione.

