Ventinove anni dopo quel 15 luglio 1997, il nome di Gianni Versace continua a evocare molto più di una straordinaria carriera nella moda. Continua a raccontare una storia di famiglia, di talento e di radici che partono da Reggio Calabria e arrivano fino alle passerelle più prestigiose del mondo.

Nel giorno dell'anniversario della sua morte, il ricordo dello stilista si è riaffacciato attraverso immagini e parole affidate ai social dai fratelli Donatella e Santo Versace, a testimonianza di un legame che il tempo non ha mai spezzato.

«Our shared memories will live on forever», "I ricordi che abbiamo condiviso vivranno per sempre", ha scritto Donatella Versace pubblicando una fotografia in bianco e nero che la ritrae accanto al fratello. Un messaggio essenziale, carico di affetto e nostalgia, che in poche parole racchiude una vita condivisa e un'assenza che continua a farsi sentire.

Anche Santo Versace ha voluto ricordare il fratello attraverso la Fondazione che porta il suo nome. In una fotografia che li ritrae insieme compare una dedica semplice ma intensa: «Gianni sei sempre con me». Un sentimento che lo stesso Santo ha raccontato più volte, anche nel libro Fratelli. Una famiglia italiana, nel quale ripercorre la storia della famiglia Versace e il dolore per una perdita che ha cambiato per sempre le loro vite.

Prima ancora che il genio della moda celebrato in tutto il mondo, Gianni era il fratello con cui condividere sogni, sacrifici e progetti. Era il ragazzo cresciuto nella Reggio Calabria degli anni Cinquanta e Sessanta, tra i tessuti, i colori e le creazioni della sartoria di Franca Olandese Versace, la madre che per prima intuì il suo talento. Fu proprio in quel laboratorio artigianale che nacque l'universo creativo destinato a rivoluzionare la moda internazionale.

Le suggestioni della Magna Grecia, il fascino dei Bronzi di Riace, i colori del Mediterraneo e il patrimonio culturale della sua terra avrebbero accompagnato per sempre la sua produzione artistica. Elementi che sarebbero diventati parte integrante di uno stile riconoscibile e inconfondibile, capace di trasformare la moda in spettacolo e di fare delle sfilate eventi globali.

Da Reggio Calabria a Milano, il percorso di Gianni Versace fu una continua ascesa. La prima sfilata con il suo nome arrivò nel 1978. Poi le boutique aperte in tutti i continenti, il rapporto con le più grandi star internazionali, da Elton John a Madonna, da Sting a Lady Diana, e il ruolo determinante nella nascita del fenomeno delle supermodelle degli anni Novanta.

Quel viaggio straordinario si interruppe tragicamente il 15 luglio 1997, quando lo stilista venne assassinato davanti alla sua residenza di Miami Beach all'età di 50 anni. Una morte che sconvolse il mondo della moda e che ancora oggi continua a suscitare interrogativi e riflessioni.

Eppure, quasi trent'anni dopo, il suo nome continua a essere celebrato ben oltre il ricordo della tragedia. In questi mesi una grande retrospettiva dedicata a Gianni Versace è stata allestita a Parigi, mentre mostre e iniziative culturali in diversi Paesi continuano a raccontarne la visione creativa e l'impatto sulla moda contemporanea. Anche a Reggio Calabria, esposizioni come Terra Mater hanno riportato l'attenzione sul profondo legame tra lo stilista e la sua terra d'origine.

La sua eredità continua a vivere nelle creazioni che hanno cambiato il linguaggio della moda, nel marchio che porta il suo nome e nelle parole dei suoi familiari. Ma continua a vivere anche nell'orgoglio di una città che ha visto nascere uno dei più grandi protagonisti del Made in Italy.

Mentre Donatella scrive che «i ricordi che abbiamo condiviso vivranno per sempre» e Santo ribadisce che «Gianni sei sempre con me», cresce l'attesa che anche Reggio Calabria possa continuare a rendere omaggio al suo figlio più celebre con un ricordo capace di attraversare il tempo. Perché Gianni Versace non appartiene soltanto alla storia della moda: appartiene alla storia di Reggio Calabria e a quella di un'intera comunità che ancora oggi riconosce nel suo talento una delle espressioni più alte della creatività italiana nel mondo.