Un impianto restituito alla città, tra memoria, sport e speranza. Una targa, un campo e centinaia di voci a testimoniare che la memoria può generare futuro. Reggio Calabria ha celebrato sabato 3 maggio 2025 l’inaugurazione ufficiale del Campo Sportivo di Ciccarello, oggi Centro Tecnico Federale della FIGC, ristrutturato e intitolato a Simone Neto Dell’Acqua, giovane reggino prematuramente scomparso nel 2017.

La cerimonia si è aperta con la benedizione del campo da parte di Don Giovanni Licastro, parroco del Santuario Maria SS. di Modena, e con la scopertura della targa dedicata a Simone. Accanto alla sua famiglia, tante autorità civili e religiose, rappresentanti delle federazioni sportive e delle istituzioni locali, regionali e nazionali.

Momento centrale della mattinata, l’intervento del padre, Emanuele Neto dell’Acqua, che ha ricordato pubblicamente il figlio: «Mio figlio aveva due valori fondamentali: l’umiltà e la lealtà. Chi lo ha conosciuto lo ha amato per questo. Spero che da oggi anche chi non ha avuto questa fortuna possa portare con sé un po’ della sua anima. Ha lottato fino all’ultimo. Questo campo deve essere un luogo di sogni, ma anche di crescita. Lo sport è amicizia, socializzazione e lealtà. E se i sogni non si realizzano, c’è sempre la scuola: ancora più importante, ancora più salvifica».

Parole toccanti, che hanno fatto da cornice a un giorno di festa collettiva.

Il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, ha parlato di rinascita e identità: «Questo impianto rappresenta la memoria di tante generazioni e oggi torna a essere uno spazio vivo, moderno, aperto. È giusto che porti il nome di Simone, un ragazzo che ha amato la vita e il calcio. Il campo di Ciccarello è tornato alla città: da luogo abbandonato a simbolo di riscatto urbano e sociale».

Falcomatà ha anche ricordato i tanti ostacoli superati: «È stato un percorso complesso, fatto di lavori da sbloccare, finanziamenti da recuperare. Ma oggi è una festa, perché questo campo è parte dell’infanzia di tanti reggini. E oggi torna ad accogliere nuove promesse».

Anche il senatore Nicola Irto ha voluto partecipare all’inaugurazione: «Simone non è più solo un nome, ma un messaggio. In questo campo si intrecciano memoria, sport e visione. È un segnale straordinario, perché dimostra che anche in una periferia difficile si può scrivere una pagina di futuro. Qui nasceranno nuovi sogni, nel nome di chi ha creduto fino all’ultimo nella vita».

Accanto a lui anche il vicesindaco del Comune di Reggio Calabria, Paolo Brunetti: «Simone oggi diventa immortale, come lo sono i valori che ha portato in campo. Ma questa non è solo una giornata di memoria. È anche una restituzione al quartiere, che troppo a lungo è rimasto ai margini. Ogni cittadino deve essere oggi custode di questo spazio».

Per la Città Metropolitana, ha parlato il vicesindaco Carmelo Versace: «Quando si restituisce uno spazio sportivo alla città, si guarda ai giovani, al loro futuro. La scena più bella di oggi? I bambini in campo fin dalle otto e mezza. Lo sport deve essere al centro delle politiche pubbliche. E strutture come questa sono il frutto di un lungo impegno collettivo».

Anche chi ha calcato questo campo negli anni ’60 e ’70 è tornato oggi su quel terreno, trasformato ma pieno di ricordi. Uno dei calciatori delle “vecchie glorie” ha raccontato: «Per noi ragazzi di Reggio era il nostro San Siro. Giocavamo nel fango, ma avevamo fame di calcio. Ricordo l’odore degli spogliatoi, le scarpe infangate, i sogni veri. E oggi, vedere i bambini giocare qui, sull’erba sintetica, è qualcosa di meraviglioso. Lavoro con i settori giovanili e sogno di vedere sempre più reggini sui palcoscenici che contano».

Non meno emozionante il contributo visivo offerto dalle foto storiche della squadra Allievi dell’A.S. Santa Caterina, datate 1968/69 e 1969/70, condivise in occasione dell’evento. Tra i giovani calciatori immortalati, alcuni dei quali erano presenti anche all’inaugurazione, si riconoscono i volti di chi ha fatto la storia del campo e del calcio reggino. Allenatore era il dott. Cuzzocrea, dirigente accompagnatore Gianni Federico, e presidente il dott. Diego Nava, che sarebbe poi diventato anche presidente della Reggina.

Uno dei protagonisti di allora, Pino Pellicanò, ha poi giocato in Serie A con Fiorentina e Bari, portando con sé la fierezza di quelle origini. «Durante i moti di Reggio, la città era bloccata. E noi arrivammo al campo su una carrozza. Era un’epoca diversa, ma la passione era la stessa».

Non sono mancati i riferimenti al valore educativo dello sport. Giovanni Latella, delegato allo sport del Comune, ha ribadito: «Questo è solo il primo tassello. Stiamo investendo quasi 20 milioni di euro per riqualificare impianti in tutta la città. Il 21 giugno inaugureremo il campo di Catona. Lo sport è la prima vera infrastruttura educativa di cui abbiamo bisogno».

Tino Scopelliti, presidente di Icone Calabria, ha lanciato un appello forte: «Il 60% degli impianti sportivi calabresi non ha subito ristrutturazioni in oltre vent’anni. Non possiamo permetterci otto anni per un campo. Lo sport è salute, crescita, prevenzione. E deve tornare ad essere centrale».

Anche Carmen De Gironimo, presidente dell’associazione Emotional and More, ha presentato la nuova campagna “Io sono emozionabile”: «Lo sport è emozione e inclusione. È un linguaggio universale che ci unisce. A Reggio torneremo in autunno con un progetto dedicato alle emozioni e ai ragazzi. Questo campo sarà parte di quella narrazione».

Il Presidente del Comitato Paralimpico Calabria ha infine concluso: «Qui ho iniziato anch’io, da arbitro. Questo campo è un pezzo di vita. Oggi diventa presidio di dignità per la città e strumento per l’inclusione, a ogni età e per ogni abilità».

La giornata si è chiusa con il raduno “Fun Football 2025”, che ha visto protagonisti i più piccoli, e con un triangolare tra la Nazionale dei Sindaci, la Nazionale dei Parlamentari e una rappresentativa dell’Amministrazione Comunale.

Il campo di Ciccarello non è solo un impianto. È una storia di riscatto, memoria e possibilità. È la prova che lo sport, se sostenuto e custodito, può cambiare una città. E che Simone Neto dell’Acqua, nel cuore di Reggio Calabria, continuerà a correre.