«Ci sono cambiamenti che si misurano con i numeri e altri che si percepiscono negli sguardi, nei gesti, nelle parole di chi ogni giorno attraversa i corridoi di un ospedale con il peso della malattia, della paura e della speranza.

È proprio da questa consapevolezza che, a quasi un anno dall'avvio del Progetto TOBIA presso il Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, l'Associazione "Il Sorriso di Natale e Chiara" ha ritenuto doveroso rivolgere pubblicamente un sentito ringraziamento alla Commissaria Straordinaria, dott.ssa Tiziana Frittelli. Un ringraziamento che nasce non da valutazioni teoriche, ma dall'esperienza quotidiana vissuta accanto ai pazienti e alle loro famiglie. Oggi, alla luce dei risultati raggiunti e dell'efficacia dimostrata dal progetto, sentiamo il dovere morale di riconoscere il valore di una scelta organizzativa che ha migliorato concretamente la qualità dell'assistenza alle persone più fragili.

Come associazione impegnata quotidianamente nella tutela dei diritti delle persone con condizioni di particolare fragilità, viviamo gli ambienti ospedalieri non come semplici osservatori, ma accanto ai pazienti, alle loro famiglie e ai caregiver. Per questo possiamo affermare, con cognizione di causa, che negli ultimi mesi molte cose sono cambiate in meglio. Certamente resta ancora tanto da fare e numerosi aspetti meritano ulteriori attenzioni, ma è doveroso riconoscere il valore delle scelte che stanno contribuendo a rendere l'ospedale sempre più vicino ai bisogni reali delle persone.

Tra queste, una assume per noi un significato speciale: il Progetto TOBIA, fortemente voluto dalla dott.ssa Frittelli e già sperimentato con successo in altre realtà italiane.

Per anni associazioni, cittadini, pazienti e caregiver hanno espresso un desiderio tanto semplice quanto rivoluzionario: fare in modo che, nei casi di disabilità grave e di persone non comunicative, fosse l'ospedale ad organizzarsi attorno al paziente e non il paziente ad essere costretto ad affrontare percorsi complessi e spesso estenuanti all'interno della struttura sanitaria.

Quando abbiamo appreso dell'attivazione del Progetto TOBIA, il nostro entusiasmo è stato immediato. Lo abbiamo sostenuto fin dal primo momento, mettendo a disposizione del Grande Ospedale Metropolitano la nostra esperienza maturata sul campo e, soprattutto, la rete di famiglie che ogni giorno convive con il dramma della malattia, delle disabilità complesse e delle inevitabili paure che queste condizioni comportano.

Proprio perché credevamo profondamente nel valore di questo percorso, abbiamo deciso di proporre una convenzione tra la nostra associazione e il GOM, con l'obiettivo di offrire un supporto concreto alle famiglie, favorire una collaborazione strutturata e contribuire, nel pieno rispetto dei ruoli e delle competenze, alla crescita e alla continuità di un servizio destinato a diventare un modello di presa in carico.

Per noi, però, il valore del TOBIA va ben oltre l'aspetto organizzativo. Significa restituire dignità alle persone, ridurre le sofferenze e offrire alle famiglie la possibilità di affrontare il percorso di cura con maggiore serenità. Significa anche contribuire a interrompere quella dolorosa consuetudine che per anni ha costretto tanti calabresi ai cosiddetti "viaggi della speranza", affrontando trasferimenti fuori regione per ottenere cure adeguate. Oggi, grazie a un'organizzazione più attenta ai bisogni delle persone fragili e a servizi innovativi come il TOBIA, molte famiglie possono finalmente trovare risposte nella propria terra, la Calabria, evitando ulteriori sacrifici economici, psicologici e affettivi e vivendo il percorso di cura accanto ai propri cari e ai propri punti di riferimento.

A parlare, però, sono soprattutto i risultati. Natale e Chiara, insieme a numerosi altri pazienti che hanno già usufruito del Progetto TOBIA, testimoniano ogni giorno quanto questo modello organizzativo riesca a ridurre ansie, tempi di attesa e difficoltà, restituendo serenità e fiducia alle famiglie.

Possiamo affermare con soddisfazione che ciò che avevamo auspicato fin dall'inizio si è concretizzato: il Progetto TOBIA è oggi diventato un punto di riferimento fondamentale per i nostri malati e per le loro famiglie. È la dimostrazione che quando le istituzioni ascoltano i bisogni del territorio e dialogano con il mondo dell'associazionismo, è possibile costruire servizi realmente capaci di migliorare la vita delle persone.

È importante ricordare che il servizio TOBIA è rivolto alle persone con disabilità grave e ai soggetti non comunicativi, categorie che più di altre necessitano di percorsi assistenziali personalizzati, coordinati e profondamente rispettosi della persona.

Per questo motivo desideriamo rivolgere un sincero ringraziamento alla dott.ssa Tiziana Frittelli, a tutti i professionisti sanitari e all'intero gruppo di lavoro che ogni giorno rendono possibile un modo diverso di fare sanità. Un modo nel quale, accanto alle competenze cliniche, trovano spazio l'ascolto, l'empatia, l'accoglienza e quel calore umano che nessuna tecnologia potrà mai sostituire.

Perché curare significa certamente guarire quando è possibile, ma significa anche accompagnare, comprendere, alleviare le sofferenze e far sentire ogni persona rispettata e mai sola.

E se, qualche volta, tra un sorriso e una parola di conforto affiora anche una lacrima, quella non è un segno di debolezza, ma la dimostrazione più autentica che dietro ogni camice, ogni professionista e ogni ruolo istituzionale ci sono donne e uomini capaci di condividere il dolore degli altri e di trasformarlo, almeno in parte, in speranza.

A quasi un anno dalla sua introduzione, il Progetto TOBIA rappresenta una delle esperienze più significative di umanizzazione delle cure realizzate nel nostro territorio. Per questo il nostro grazie non è soltanto un gesto di riconoscenza, ma anche un incoraggiamento a proseguire su questa strada, affinché sempre più cittadini calabresi possano ricevere cure di qualità senza essere costretti a lasciare la propria terra. Per noi, oggi, il TOBIA non è più soltanto un progetto: è una certezza, una speranza diventata realtà e un punto di riferimento fondamentale per i nostri malati». Così in una nota il Dott. Carmine Alvaro, Presidente dell'Associazione "Il Sorriso di Natale e Chiara"