L'insegnante, prematuramente scomparso, fu il promotore del progetto per l'acquisizione dello strumento all'avanguardia ora a disposizione degli alunni dell'indirizzo Trasporti e Logistica. La famiglia: «Tenace nella sua volontà di fare e arrivare». Il preside: «Un punto di riferimento»
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Un simbolo di gratitudine e affetto verso un uomo la cui dedizione all'istruzione ha lasciato un segno indelebile nella scuola e nella comunità. Si è svolta questa mattina nell’auditorium della sede centrale dell’Istituto d’istruzione superiore “F.Severi” di Gioia Tauro, la cerimonia per intitolare l'aula con il simulatore navale alla memoria di Espedito Valentino (Tito) Pettinato, docente originario di Corigliano Calabro, prematuramente scomparso, per un male incurabile, all’età di 52 anni.
Lo strumento didattico all’avanguardia è a disposizione degli studenti dell’indirizzo Trasporti e logistica. Fu acquisito grazie a fondi europei. Il progetto, e la presentazione della parte tecnica- illustrativa, nel dicembre del 2023, furono curati dal compianto docente, che poi ha avuto il compito di coadiuvare le lezioni e la formazione didattica. Presenti alla cerimonia commemorativa, l’intera famiglia del professore, con in testa le due figlie Francesca e Chiara, la capitaneria di Porto di Gioia Tauro rappresentata dal comandante Nicola Silvestri, colleghi e alunni dell’istituto.
«Ha contribuito molto alla storia dell'Istituto, in particolare all'indirizzo logistica e trasporti. Abbiamo pensato di dedicargli il laboratorio di navigazione del quale è stato promotore assoluto della realizzazione – ha dichiarato il dirigente scolastico Fortunato Praticò -. È stato un esempio, un punto di riferimento. L’aula viene intitolata alla sua memoria, ai suoi alti valori. Si è sempre impegnato in tutte le attività dell'indirizzo nautico di trasporti e logistica, compresa una parte importante, quella di far acquisire ai ragazzi l'attestato d’iscrizione a “Gente di mare”».
Il professor Pettinato non era solo un insegnante, era un modello per gli studenti, un mentore che sapeva ispirare e motivare. Attraverso questa iniziativa, continuerà a vivere nei cuori e nelle menti di chi ha avuto il privilegio di conoscerlo.
La famiglia: «Sol chi non lascia eredità di affetti poca gioia ha dell'urna. Tito, così veniva chiamato da tutti, per fortuna di affetti ne ha lasciati parecchi, nei ragazzi che l'hanno conosciuto, nei colleghi, negli amici tutti, non solo nei suoi familiari. È stato tenace nella sua volontà di fare e di arrivare. Ha avuto una grande forza d’animo e l’ha trasmessa, crediamo, a tutti i suoi alunni. Speriamo che sia da esempio anche per loro, per chi già si è diplomato e per coloro che verranno in futuro. Che seguano la sua orma, la sua caparbietà nel voler avere il meglio per lui e per gli altri, per la sua famiglia e per i suoi figli e, soprattutto, per i suoi alunni che invogliava a studiare, perché solo lo studio e la conoscenza aiutano ad aprire la mente per avere un futuro migliore».



