Si è aperto con un quadro lucido e insieme preoccupato l’anno giudiziario del Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria – sede di Reggio Calabria. La presidente Caterina Criscenti, nella sua relazione, ha illustrato dati in crescita sul fronte del contenzioso e della produttività, ma ha posto con forza l’accento su una criticità ormai strutturale: la drammatica scopertura di organico.

Ricorsi in aumento, cresce anche la produttività

«Avvio la relazione con l’esposizione dei dati di ordine quantitativo più rilevanti», ha esordito la presidente. I numeri confermano un trend in costante ascesa:

* 661 ricorsi depositati nel 2023

* 715 nel 2024

* 738 nel 2025

Un aumento che trova conferma anche nei primi mesi del 2026.

Parallelamente, è cresciuta la produttività: le sentenze depositate sono passate dalle 589 del 2024 alle 654 del 2025. Un risultato dovuto solo in minima parte alla celebrazione, nel marzo scorso, di un’udienza straordinaria di smaltimento che ha consentito di definire 28 ricorsi risalenti per lo più al 2021 (e in parte al 2020), nessuno dei quali è stato appellato. Un dato che, ha sottolineato Criscenti, può essere letto come indice della qualità delle decisioni assunte.

Per il resto, l’incremento delle definizioni è stato il frutto di «uno sforzo ulteriore di tutte le componenti dell’Ufficio», dalla Segreteria ai magistrati, impegnati a garantire una risposta tempestiva e a contenere la formazione di nuovo arretrato.

Solo tre magistrati su sette: emergenza permanente

Ma il punto centrale della relazione è un altro. «Non è possibile operare in una situazione emergenziale permanente», ha ammonito la presidente.

Attualmente il Tar di Reggio Calabria opera con soli tre magistrati, oltre al Presidente, a fronte dei sette previsti dalla pianta organica. Una scopertura del 43%, la più alta tra le sedi staccate e tra le più gravi a livello nazionale.

Dal mese di settembre 2025 i magistrati in servizio sono rimasti solo tre. In queste condizioni, ha spiegato Criscenti, è inevitabile che le pendenze crescano, anche per ragioni “oggettive, matematiche”, legate al rispetto dei limiti di carico di lavoro fissati dal Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa sin dal 2013.

I numeri parlano chiaro:

* 915 ricorsi pendenti nel 2023

* 965 a fine 2024

* 1.036 al 31 dicembre 2025

Nonostante l’aumento delle sentenze, l’arretrato continua dunque ad ampliarsi.

«Ciò che è sostenibile nel breve periodo, non può funzionare per tempi lunghi», ha ribadito la presidente. L’efficienza fin qui garantita è stata possibile solo grazie al “sacrificio personale” di tutti i componenti dell’Ufficio. Ma non può diventare la regola.

Una sede “di frontiera” che non può essere ignorata

Costringere una sede come quella reggina a operare con tre magistrati in meno rispetto alla pianta organica significa, secondo Criscenti, «assottigliare quantitativamente e qualitativamente la risposta dello Stato» in un territorio «gravido di problemi e portatore di urgenze in più ambiti».

Il rischio è quello di svuotare di senso la scelta compiuta cinquant’anni fa con l’istituzione dei Tar e delle sedi staccate, specie quelle di frontiera. Affidarsi alle sole udienze straordinarie di smaltimento – il “cucchiaio” evocato nella relazione – non rappresenta una strategia strutturale né rassicurante.

La richiesta è chiara: i vuoti di organico devono essere colmati rapidamente e in modo stabile, per assicurare un equo processo, prevenire nuovo arretrato e garantire qualità alla giurisdizione amministrativa. Un’esigenza ribadita anche dal Presidente del Consiglio di Stato nella sua relazione inaugurale e che, auspica Criscenti, non può più restare inascoltata per Reggio Calabria.

Un contenzioso complesso e in trasformazione

Il quadro tracciato nella relazione evidenzia un contenzioso articolato e spesso delicato.

Meno della metà dei nuovi ricorsi (321 su 738) è stata introdotta con rito ordinario: segno del crescente ricorso ai riti speciali, che impongono tempi ancora più stringenti e un maggiore impegno organizzativo.

Rilevante il contenzioso in materia di sicurezza pubblica (porto d’armi, licenze, Daspo), interdittive antimafia e misure di prevenzione collaborativa. Numerosi i ricorsi in materia edilizia, comprese le controversie sull’edilizia economica e popolare, specchio di diffuse situazioni di disagio abitativo.

In calo i ricorsi in materia di stranieri, ma ancora caratterizzati da incertezze normative e procedurali.

Particolarmente significativo il numero di giudizi promossi dai genitori di minori con disabilità per ottenere cure e trattamenti riabilitativi, anche con metodologia ABA. Vicende che chiamano il giudice amministrativo a intervenire a tutela del diritto alla salute e allo studio e che, ha osservato la presidente, rappresentano un “campanello d’allarme” sulle crescenti difficoltà delle istituzioni nel fronteggiare situazioni personali e familiari sempre più complesse.

Boom dei giudizi di ottemperanza

In forte aumento i giudizi di ottemperanza: 198 nel 2023, 235 nel 2024, ben 329 nel 2025. Se in passato riguardavano soprattutto Azienda sanitaria provinciale ed enti locali, oggi il contenzioso si è spostato in larga parte sul mancato accredito della Carta elettronica del Docente e su questioni retributive del personale scolastico.

Un contenzioso “minuto e vastissimo”, che ha comportato rilevanti esborsi di denaro pubblico anche per le spese legali, evidenziando criticità organizzative e disallineamenti tra amministrazioni centrali, uffici periferici e Avvocatura dello Stato.

L’immagine che emerge dall’inaugurazione dell’anno giudiziario è quella di un tribunale efficiente ma sotto pressione, capace di aumentare la produttività nonostante una scopertura record. Tuttavia, come ha ammonito la presidente Criscenti, non si può chiedere a una struttura ridotta all’osso di reggere indefinitamente un carico in costante crescita.

Senza un intervento rapido sugli organici, l’emergenza rischia di diventare normalità, con ricadute inevitabili sui tempi e sulla qualità della giustizia amministrativa in un territorio che, più di altri, avrebbe bisogno di uno Stato presente e pienamente operativo.

«L’inaugurazione dell’anno giudiziario rappresenta un’ulteriore occasione per esprimere gratitudine nei confronti di chi quotidianamente opera in ambito giudiziario a garanzia della legalità sul territorio. Gli organi della giustizia amministrativa sono, in particolare, un punto di riferimento imprescindibile per chi è chiamato a rappresentare le istituzioni dello Stato in ogni articolazione territoriale». Ad affermarlo è il sindaco facente funzioni di Reggio Calabria, Domenico Battaglia, presente all’inaugurazione dell’anno giudiziario presso la sede del Tar di Reggio Calabria.

«Oltre che ringraziare la presidente del Tar, Caterina Criscenti, per la sua puntuale relazione e per il lavoro che il Tribunale amministrativo regionale continua a portare avanti, l’Amministrazione comunale conferma piena disponibilità al dialogo, alla collaborazione e alla sinergia istituzionale – ha concluso Battaglia – nella consapevolezza che l’obiettivo condiviso, sempre nel massimo rispetto dei ruoli, resta l’affermazione del valore della legalità nell’esclusivo interesse collettivo». Il sindaco f.f., infine, si unisce alla presidente Criscenti per ricordare il consigliere Guido Siracusa, il presidente Aldo Ravalli e l’avvocato Mario De Tommasi recentemente scomparsi.