«Le scrivo per manifestarle tutto il mio dolore e il mio dispiacere nell’apprendere che l’atto di gemellaggio, fortemente voluto tra il Comune di Riace che rappresento e la città di Gaza, sia stato formalmente dichiarato lesivo del prestigio dell’Italia dal nostro Governo, presieduto dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni». Inizia così la lettera-appello firmata dal sindaco di Riace ed europarlamentare Mimmo Lucano inviata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per esprimere tutto il suo disappunto rispetto alla mancata autorizzazione da parte del Ministero guidato da Calderoli alla stipula del gemellaggio con Gaza City, firmato tra il Comune e il sindaco di Gaza, Yahya al Sarraj, nominato da un comitato cittadino quale amministratore e primo cittadino della città della Palestina.

«Voleva essere la più alta forma di manifestazione della nostra vicinanza alle popolazioni colpite di quella zona – si legge nella missiva inviata da Lucano al Quirinale - e non un atto di spregiudicata propaganda politica, ma una manifestazione di affetto, di solidarietà e di condivisione del dramma che sta affliggendo la popolazione di Gaza. Contesto formalmente la decisione del nostro Governo di prendere le distanze dall’atto istituzionale predisposto. Lo contesto, in primis, poiché il sindaco Yahya al Sarraj, a cui viene contestata la vicinanza all’organizzazione di Hamas, ha più volte dichiarato pubblicamente di non appartenere al suddetto gruppo politico né al partito stesso di Hamas. Ha più volte specificato di essere stato nominato e proposto da un comitato cittadino come amministratore e sindaco della città di Gaza City, e di non essere invece espressione della volontà diretta di nomina del gruppo di Hamas».

Per Lucano «La popolazione civile di Gaza chiede giustizia, equità sociale, fratellanza e chiede a gran voce la cessazione di ogni conflitto e questo ci è stato ribadito più e più volte dallo stesso sindaco Yahya al Sarraj, a cui vanno la mia più totale vicinanza e il mio affetto per tutto quello che sta subendo come uomo e come amministratore di una situazione ai limiti dell’umana sopportazione, in cui ogni giorno rischia la vita per rappresentare la difesa del bene comune per i propri cittadini».

Il sindaco riacese sente il dovere inoltre di sottoporre all’attenzione del Capo dello Stato «una questione che ritengo leda non solo l’autonomia statutaria degli enti locali ma anche lo spirito stesso della Carta costituzionale. Il Consiglio comunale di Riace ha deliberato il gemellaggio con la città di Gaza e tale atto non intende interferire con le prerogative dello Stato in materia di politica estera, bensì intende porre la questione come un grido di solidarietà verso un popolo martoriato e come una mano tesa a chi subisce conseguenze devastanti di un conflitto che colpisce civili, donne, bambini, assumendo i contorni di un’immane tragedia umanitaria».

Ad avviso del primo cittadino «Un gemellaggio non è una minaccia alla sicurezza, ma un ponte che unisce ciò che la guerra divide, una sfida al silenzio e alla complicità, un atto di amore contro l’odio, la barbarie e il genocidio, una sfida a chi ritiene di poter esercitare il diritto della forza contro il diritto dell’amore. Così come ha detto il sindaco Yahya al Sarraj tempo fa, io le ripeto: “I cuori dei popoli di Riace e del popolo di Gaza battono all’unisono e battono allo stesso ritmo di tutti i popoli che soffrono sulla terra e che chiedono pace, giustizia e libertà…”. Non ci arrendiamo alla barbarie in nome della solidarietà tra i popoli».