Uno spazio da abitare e in cui condividere. Un luogo in cui ricercare, in cui iniziare a progettare la libertà, in cui la coesione sociale sia pratica quotidiana capace di promuovere e supportare la persona.

Al numero 9 di via Trento, inaugurata a Reggio Calabria la prima Casa delle Donne Social point della Diaconia Valdese del Sud con l’obiettivo di favorire percorsi di autodeterminazione, inclusione, orientamento socio-sanitario e lavorativo ed empowerment.

Un incontro molto partecipato per l’avvio dell’iniziativa promossa dalla Diaconia Valdese, su impulso della Chiesa Valdese di Reggio Calabria. semi di libertà e coesione sociale che si propone di coltivare sul territorio sono rappresentati dalle associazioni che afferiscono alla rete: ActionAid, Agedo Reggio Calabria, Non Una di Meno Reggio Calabria, Adexo, Emergency e Antigone Osservatorio sulla 'ndrangheta.

Relazioni (ri)generative

«Il progetto nasce su impulso della chiesa Valdese di Reggio Calabria e in virtù delle relazioni tessute su questo territorio con belle realtà e belle persone, espressioni di cittadinanza attiva femminile. Nasce dall'ascolto di necessità, ambizioni, sogni, desideri che possono divenire delle opportunità. La Diaconia Valdese – spiega Monica Natali, diacona della chiesa Valdese in servizio da un anno e mezzo anche a Reggio Calabria - è la promotrice del progetto, finanziato internamente con i fondi dell’8/1000 e non fondi pubblici, e che si nutre di un intreccio di relazioni virtuose e del contributo volontario di chi tesse con noi queste relazioni.

I servizi gratuiti sono, infatti, variegati come le competenze e le specificità che renderanno questo spazio aperto, accogliente e pronto ad affiancare e a supportare le donne, anche mamme con i loro piccoli, e le libere soggettività, pronto a rappresentare un luogo sicuro in cui potersi esprimere liberamente. Un luogo aperto al contributo di tutti, anche a quello degli uomini, naturalmente.

Qui si potrà sempre trovare una poltrona in cui fermarsi a leggere un libro, un posto in cui sostare in tranquillità e al sicuro, uno spazio da sentire proprio e da condividere. Mi fa piacere sottolineare che le altre nostre analoghe esperienze di Social point si trovano tutte al Nord Italia, Torino, Pinerolo e Milano. Questo, quindi, è il primo Social point della diaconia Valdese al Sud e siamo contente e orgogliose che sia a Reggio», spiega ancora Monica Natali, presente con la coordinatrice del progetto, Raquel Maria Parejo Rey.

La prima esperienza al Sud… da arricchire nel tempo

«Le attività saranno implementate dalle stesse persone che animeranno questo spazio frequentandolo e abitandolo. Vogliamo, infatti, cercare anche di soddisfare bisogni ed esigenze che altrove non trovano ascolto. Immaginiamo, quindi, un luogo che si arricchirà con il tempo. 

Siamo felici che la chiesa e la diaconia Valdese possano contare qui a Reggio su questa rete di partner che con esse porterà avanti questa progettualità sul territorio. La Diaconia Valdese Servizi Inclusione supporta le persone vulnerabili, migranti e non solo. Qui a Reggio, inauguriamo questo primo Social point al Sud. Auspichiamo che possa arrecare benefici», aggiunge Claudia Garbuglia, responsabile Diaconia Valdese Servizi Inclusione.

L’ispirazione collettiva e femminile

Ciascuna delle associazioni della rete metterà a servizio della Casa delle donne le proprie esperienze e le proprie sensibilità in un percorso che è esso stesso espressione autentica di coesione sociale.

«Un luogo in cui comunità mette a frutto la sua capacità di crescere e generare cambiamento», sottolinea Eleonora Scrivo (ActionAid). Per Antonella Tassitano (Non una di meno) «uno spazio per donne e libere soggettività in cui sperimentare autonomia e in cui praticare il confronto».

«L’orientamento socio-sanitario – ricorda Mauro Destefano (Emergency), uomo tra tante donne – è esso stesso prevenzione» in una società in cui troppo spesso «non vi è consapevolezza dei propri diritti e su come accedervi o esercitarli», sottolinea Silvia Martino (Antigone Osservatorio sulla 'ndrangheta).

«Un luogo in cui formarsi ed essere affiancati in quanto genitori di persone lesbiche, gay, bisessuali, trans*, +», spiega Mirella Giuffrè (Agedo). Uno spazio non convenzionale in cui sperimentare «nuove consapevolezze di sé anche attraverso il teatro sociale», conclude Katia Colica (Adexo).

Un’avventura di grande rilevanza umana e sociale che, almeno in questa prima fase, sfida una accessibilità limitata da due piani di scale vorticose prima di raggiungere questo luogo molto accogliente e confortevole.

«Partiamo con l’essenziale. È un working progress e siamo consapevoli delle criticità legate all’accessibilità. Conosciamo i limiti strutturali di questo palazzo antico e per altro sottoposto a vincoli della Sovrintendenza ma siamo aperti ad altre prospettive. Intanto partiamo e invitiamo la cittadinanza a esserci», sottolinea ancora Monica Natali.

I servizi gratuiti

La Casa delle Donne sarà aperta lunedì (dalle 17:30 alle 19:30) con attività di teatro sociale e drammaturgia per la consapevolezza emotiva e l'autostima, martedì dalle 17 alle 19 con servizi di ascolto e supporto all'accesso ai servizi pubblici, assistenza legale, orientamento al lavoro e alla formazione + accoglienza, ascolto e sensibilizzazione per il rispetto e la valorizzazione di tutte le persone Lgbtqia+, mercoledì dalle 15 alle 18 con attività di orientamento sociosanitario e mediazione culturale, giovedì dalle 10 alle 12 con orientamento e consulenza sociale/legale e dalle 17 alle 19 con servizi di ascolto e supporto all'accesso ai servizi pubblici, assistenza legale, orientamento al lavoro e alla formazione + "una stanza tutta per sé": informazione su salute, autodeterminazione ed educazione sessuo-affettiva.