Un format aperto alla città nel quale sarà possibile prenotarsi ed essere protagonisti della discussione
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Si è tenuto giovedì 27 novembre presso la sede di via Crisafi 22/A il primo talk di Onda Orange. Il tema che ha dato il via alla serie di incontri che nei mesi a seguire tratteranno i vari aspetti del programma della compagine Orange è stato il cohousing. L'argomento che ai non addetti ai lavori potrebbe sembrare confinato al mondo dell’architettura, riguarda invece la solitudine, l’invecchiamento attivo, le spese dell’assistenza e il modo in cui immaginiamo la vita nelle nostre città.
Ospiti e organizzatrici del talk sono state Loredana Delfino e Giada Sorrento che hanno presentato esempi, modelli e storie che dimostrano quanto questo approccio stia crescendo in Italia. Case private, spazi condivisi, comunità che collaborano, costi più leggeri e una qualità della vita migliore. Un modo diverso di vivere, più umano e più sostenibile.
C’è anche una dimensione politica molto chiara. Il cohousing offre risposte reali a problemi che conosciamo bene: l’isolamento degli anziani, l’assenza di servizi di prossimità, la difficoltà di gestire da soli la quotidianità ma anche semplicemente il disgregamento delle comunità.
Il cohousing non è un argomento da trattare come qualcosa di futuribile o esclusivamente sperimentale. Il Paese si sta già muovendo con un manifesto nazionale e un fondo dedicato agli over 65. È una direzione che può aiutare anche Reggio Calabria, una città dove tanti genitori vivono lontani dai figli.
Onda Orange Talk è nato per trasformare idee in comunità e le comunità in progetti. Giovedì 27 si è accesa la prima scintilla di dialogo aperto alla città attraverso questo format che vedrà a breve nuovi appuntamenti. L'idea è quella di ampliare il programma di Onda Orange grazie ai contributi dei talk per trasformare le proposte in atti concreti con iniziative amministrative. Il talk è un format aperto alla città nel quale sarà possibile prenotarsi ed essere protagonisti della discussione. Continua l'impegno di Onda Orange nella costruzione di un'idea di città non calata dall'alto ma partecipata, andando oltre le polemiche e le critiche sterili tenendo a mente cosa i reggini vogliono per la propria città, cercando di rendere possibili le strade individuate.

