Non è stata solo una sfida di logica. Sabato 30 maggio, tra le aule dell’Università Bocconi – punto di riferimento dell’eccellenza accademica – è andata in scena una pagina bellissima di storia scolastica, scritta con inchiostro, numeri e, soprattutto, tanto sentimento. I Campionati Internazionali di Giochi Matematici, coordinati dal prestigioso Centro PRISTEM, non sono una semplice gara: sono una maratona intellettuale dove il genio incontra la resistenza.


Oltre il calcolo: una selezione titanica
Immaginate la scena: oltre 200.000 concorrenti in tre continenti, 40.000 solo in Italia. Un imbuto strettissimo da cui, dopo ottavi, quarti e semifinali, emergono solo i migliori 700 in tutta la nazione. Tra questi, ci sono loro: gli studenti del Convitto Nazionale Tommaso Campanella di Reggio Calabria.
Non si sono limitati a partecipare. Hanno conquistato posizioni di assoluta qualità, misurandosi con quesiti che spaventerebbero un adulto, e lo hanno fatto con una naturalezza che lascia sbalorditi. Dietro questo successo c’è una regia attenta e appassionata: quella della Dirigente Scolastica, Dott.ssa Francesca Arena, che ha creduto nel potenziale dei propri ragazzi, e della professoressa Caterina Maria Ielo, vero motore pulsante di questa spedizione, capace di guidare i suoi allievi oltre i confini del libro di testo. I giovani del Convitto Campanella hanno saputo brillare nel confronto con le eccellenze nazionali, confermando la qualità della preparazione ricevuta.

I Protagonisti
L'eccellenza ha i nomi di ragazzi che hanno saputo portare il nome di Reggio Calabria ai vertici nazionali:

Per la categoria C1 (prima e seconda media): il magico quartetto formato da Elisa Arco, Giorgio Borrello, Stephan Pascal Familiari e Marco Siclari.

Per la categoria C2 (terza media e prima superiore): Herman Marusenko, che ha affrontato la sfida con la grinta dei grandi.

La forza del "Noi".
Ma ciò che ha fatto davvero esclamare "wow" chiunque osservasse la delegazione reggina non è stato solo il piazzamento in classifica. È stato lo spirito. In un mondo che spinge spesso all'individualismo, questi ragazzi hanno dimostrato un senso di appartenenza al Convitto Campanella quasi commovente. Si sono sostenuti a vicenda, hanno fatto squadra, hanno trasformato la competizione in un’esperienza collettiva. È in questo "essere un'unica anima" che si nasconde la vera vittoria del Convitto.

Un pensiero che vola alto
Nonostante l’adrenalina della gara e la soddisfazione per i risultati ottenuti, il cuore dei ragazzi, delle famiglie e della docente non ha mai smesso di battere all'unisono con un ricordo lontano. Sabato scorso, in Bocconi, in mezzo alla matematica e ai teoremi, c’era una presenza invisibile, ma fortissima: quella di Eva Santisi, la giovanissima compagna di istituto prematuramente scomparsa, i cui funerali sono stati celebrati solo giovedì scorso.

Ogni esercizio risolto, ogni sorriso condiviso, ogni traguardo raggiunto è stato dedicato a lei. Hanno voluto portare Eva nel posto più prestigioso, nel cuore della sfida intellettuale, trasformando il dolore in un abbraccio collettivo.

Il Convitto T. Campanella non torna a casa solo con dei piazzamenti di qualità, ma con una consapevolezza preziosa: quella di aver cresciuto dei ragazzi che sanno essere, contemporaneamente, brillanti nei numeri e immensi nell'umanità.