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C’è una spiaggia dimenticata, un’industria abbandonata alle spalle e una power ballad che ci mette il cuore. Il nuovo video degli Ormasonöra, girato proprio sulla spiaggia di Saline Joniche, nasce con un intento preciso: connettere musica e territorio, unire energia rock e paesaggi calabresi, raccontare un’emozione che parte da Reggio e arriva lontano.
Lunedì 19 maggio al Ciroma, lo storico pub di via Aschenez, la band reggina ha presentato ufficialmente il videoclip del brano «Ci Sarai», contenuto nel loro ultimo lavoro discografico. Nessuna posa costruita, solo musica, parole e un messaggio: creare fermento creativo attorno alla musica originale, far rete, dare voce alla scena inedita reggina.
«Siamo attivi da un paio d’anni – racconta Francesco – e abbiamo scelto fin da subito di puntare su brani scritti da noi. L’anno scorso abbiamo registrato un primo CD con tre pezzi: “Il buio dentro” è uscito a inizio anno, ora è il turno di “Ci Sarai”, una power ballad che abbiamo riarrangiato con il gruppo, in una chiave più fresca».
Il videoclip è stato interamente girato a Saline, tra le rovine dell’ex fabbrica e la spiaggia. «Abbiamo voluto legare il nostro pezzo al territorio – spiega Pietro – perché crediamo che anche la musica possa valorizzare questi luoghi. E vogliamo che da Reggio parta un segnale forte: si può fare musica autentica anche qui, si può osare e arrivare lontano».
Quella degli Ormasonöra è una dichiarazione d’amore al rock e all’energia analogica delle prove sudate, dei live suonati a voce piena. «Siamo tutti over 40, ma quando saliamo sul palco ci trasformiamo – dice Elio – Suoniamo con la pancia, senza espedienti, senza filtri. E anche se il mondo va in un’altra direzione, noi restiamo fedeli alla nostra».
Alla presentazione – tra amici, stampa e addetti ai lavori – si è parlato di musica, ma anche di visioni. «Il nostro non è un progetto chiuso – sottolinea Francesco – vogliamo creare rete, coinvolgere altri musicisti, scuole, colleghi. L’incontro di oggi è solo un primo passo: ci piacerebbe che attorno alla scena reggina si formasse un movimento vero, coeso, capace di crescere insieme».

