All'imprenditore reggino il premio alla solidarietà, accompagnato da una lunga standing ovation per il gesto di coraggio compiuto nella notte di Capodanno durante il devastante incendio nel locale svizzero
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Il suo nome è stato pronunciato tra quelli premiati per la solidarietà e l'impegno umano. In quell'istante la Sala Monteleone è stata attraversata da un lungo applauso per Paolo Campolo : una standing ovation spontanea e sentita, partita dal cuore della platea come segno di riconoscenza per un gesto che, in pochi istanti, ha contribuito a salvare la vita di diversi giovani.
Un tributo collettivo, carico di emozione, che ha trasformato quel momento in uno dei passaggi più toccanti della serata.
La storia di Paolo Campolo è legata alla tragedia che ha sconvolto la località svizzera nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio , quando un incendio divampato all'interno del locale “Le Constellation” ha provocato numerose vittime e decine di feriti. Il rogo si è sviluppato in pochi secondi mentre il locale era affollato di giovani che stavano festeggiando l'arrivo del nuovo anno.
In quei momenti concitati Campolo, che vive nei pressi del luogo della tragedia, si è precipitato sul posto e ha iniziato ad aiutare le persone intrappolate nel locale invaso dal fumo. Insieme ad altri presenti è riuscito a portare fuori diversi ragazzi, contribuendo a sottrarli alle fiamme e al panico che si era diffuso all'interno del locale.
Un gesto che lui stesso ha sempre raccontato con grande semplicità, quasi ridimensionandone la portata. Durante la cerimonia il suo intervento è stato una testimonianza lucida e profonda sul significato di tragedie come quella di Crans-Montana.
«La mia è soltanto una testimonianza – ha spiegato – per aiutare le famiglie delle vittime e soprattutto chi è sopravvissuto. In queste catastrofi non bisogna dimenticare, perché chi le vive porta dentro un trauma che resta nella mente».
Nel suo racconto ha ricordato anche chi quella notte ha partecipato ai soccorsi: vigili del fuoco, volontari, cittadini che si sono trovati improvvisamente davanti a una scena devastante.
« Ho visto pompieri piangere quando sono arrivati sul posto – ha raccontato – perché si sono trovati davanti a qualcosa di troppo grande. Poi hanno fatto tutto quello che dovevano fare, ma bisogna ricordare anche il trauma di chi assiste a queste tragedie».
Campolo ha voluto allargare lo sguardo oltre quella singola vicenda, sottolineando come drammi simili si ripetano ogni giorno, spesso lontano dai riflettori.
« Queste catastrofi sono quotidiane. Pensiamo agli incidenti stradali o ad altre tragedie che distruggono le famiglie. Per chi le vive il dolore è sempre personale, indipendentemente dalla portata della tragedia».
Nel momento della dedica, il suo pensiero è andato anche alla Calabria.
«Dedico questo riconoscimento al popolo calabrese – ha detto – perché ci ha accolto fin dal primo momento con grande affetto e grande umanità».
Un gesto di coraggio che al Premio “Girolamo Tripodi” è diventato simbolo di solidarietà e responsabilità civile. E che quella sera, nella Sala Monteleone, è stato salutato con un applauso lungo e sincero, come riconoscimento al coraggio di un singolo che, davanti alla tragedia, ha scelto di aiutare gli altri.

