Sarà una serata dal forte valore simbolico quella in programma domani, sabato 5 settembre, alle 20:45, quando l’anfiteatro dell’Arena dello Stretto “Ciccio Franco” si trasformerà in un grande cinema all’aperto per la terza proiezione di “Per Tutti Charly”, il documentario dedicato a Carlo Recalcati, una delle figure più importanti della storia della pallacanestro italiana.

A rendere ancora più speciale l’appuntamento sarà la presenza dello stesso Recalcati, che arriverà a Reggio Calabria insieme alla moglie Giovanna e alla figlia Gaia. Per l’ex allenatore della Viola sarà un ritorno in una città alla quale è rimasto profondamente legato e che potrà riabbracciarlo insieme a tanti protagonisti di quella stagione irripetibile del basket reggino.

La presentazione dell’evento si è svolta nei giorni scorsi a Palazzo San Giorgio, nel Salone dei Lampadari, alla presenza delle istituzioni e dei protagonisti del progetto.

L’idea nata dall’uomo prima ancora che dall’allenatore

A raccontare la genesi di “Per Tutti Charly” è stato il regista Fabio Villoresi, che ha spiegato come il progetto sia nato dalla personalità di Recalcati e dalla sua capacità di costruire rapporti umani profondi durante una carriera lunga oltre mezzo secolo.

«Nasce perché l’autenticità di un protagonista che nel mondo del basket da più di 50 anni ha fatto sì che nascesse questa idea: quella di celebrarlo e di renderlo anche immortale», ha spiegato Villoresi.

Il film non vuole essere soltanto una celebrazione dei risultati ottenuti, ma un viaggio nella persona che ha accompagnato quelle vittorie. «Fin dall’inizio, da quando è stato ragazzo, ci sono state una serie di circostanze che lo hanno accompagnato, ma che non sono state del tutto casuali. Sono state soprattutto il frutto della sua grande empatia, della sua umanità e, più che altro, della sua capacità di capire gli altri».

È proprio questa sensibilità ad aver caratterizzato il suo modo di vivere la pallacanestro: «Lui dice sempre che un giocatore l’ha sempre valutato da un punto di vista non solo tecnico, ma anche umano. E questo credo che abbia fatto la differenza».

Il legame con Reggio e la memoria della Viola

Nel racconto di Villoresi, Reggio Calabria occupa inevitabilmente un posto speciale. Il regista, reggino, ha sottolineato l’emozione di riportare il documentario nella città che ha rappresentato una tappa fondamentale della storia di Recalcati.

«Quando si rievoca la storia della Viola, penso che questa storia faccia parte di tutti noi», ha affermato, ricordando una stagione capace di coinvolgere generazioni di tifosi e appassionati.

La serata all’Arena, nelle intenzioni del regista, può diventare anche un ponte tra passato e futuro: «Questo è bello, perché significa che la città si unisce. La città valorizza la sua storia con un grande auspicio: che questo film possa essere anche un segnale per i nuovi attori oggi protagonisti del nuovo corso di questa pallacanestro Viola».

L’auspicio è quello di tornare a vivere stagioni all’altezza del passato. «Che si possa tornare ai vecchi fasti», ha detto Villoresi, ricordando come Reggio sia rimasta nella memoria del mondo del basket per il calore del pubblico e per la qualità delle sue strutture.

«Vi posso garantire che tantissimi addetti ai lavori non hanno mai dimenticato Reggio: l’accoglienza del pubblico, l’accoglienza non solo dei tifosi, ma anche quella femminile. Siamo stati unici in tutto e soprattutto anche per i nostri impianti».

Tra i luoghi raccontati nel film ci sono il Botteghelle e il Pentimele, l’attuale PalaCalafiore. «Non possiamo mai dimenticare Modena, ma avremo modo di vedere nel film la nascita del Pentimele. Così si chiamava ai tempi, adesso è il PalaCalafiore. Però era un palasport all’occhiello, con 8.000 posti, frutto di un grande lavoro da parte del giudice Viola e dell’ingegnere Scambia. È stato un miracolo sportivo».

La ferita del “canestro di Treviso”

Accanto alle vittorie, il documentario affronta anche le pagine più dolorose della storia della Viola. Tra queste, il celebre “canestro di Treviso”, rimasto nella memoria dei tifosi reggini come una delle ferite più difficili da dimenticare.

«Una ferita che purtroppo non abbiamo mai completamente rimarginato: il canestro di Treviso», ha ricordato Villoresi, annunciando anche la presenza nel film del telecronista di quella partita.

«Abbiamo anche l’intervento del telecronista di quella partita, che è stato ascoltato e ci ha fatto delle rivelazioni. Dopo la partita, lui in macchina è rimasto ancora esterrefatto per come finì».

Un episodio che può diventare anche un insegnamento per il presente. «Quello è un episodio che, da una parte, ce lo portiamo e ce lo porteremo tutta la vita. Però deve darci un messaggio: noi siamo stati forti ad andare avanti e dobbiamo continuare a farlo. E perché no, magari prenderci anche qualche altra rivincita».

Oltre Reggio, una carriera costellata di primati

“Per Tutti Charly” allarga poi lo sguardo alle altre tappe di una carriera straordinaria, dagli scudetti conquistati alla guida di grandi club fino all’esperienza sulla panchina della Nazionale italiana.

«Charly ha avuto delle primissime volte importanti: a Siena il primo scudetto, a Bologna il primo scudetto della storia e a Varese il decimo, quello della stella», ha sottolineato Villoresi.

Il progetto ha raccolto un interesse che ha superato i confini delle singole città. «La risonanza e l’interesse che ha avuto sono stati quelli di una grande compartecipazione nei confronti del protagonista. Tutti volevano questo film».

Dopo Reggio Calabria, il tour proseguirà l’11 settembre al PalaDozza di Bologna. «È una mia creatura, ma, ripeto, fa parte nel piccolo di ognuno di noi, non solo a Reggio, ma anche a Bologna e a Siena».

Villoresi ha voluto ricordare anche chi, prima di Recalcati, ha contribuito a costruire la grande storia della pallacanestro reggina: «Credo che per noi Carlo Recalcati sia la punta dell’iceberg, un gradino sotto il giudice Viola e l’ingegnere Scambia, che spero che in questo momento e sabato ci guarderanno da lassù».

Una proiezione pensata per tutta la città

La tappa reggina avrà inoltre una caratteristica particolare: la volontà di coinvolgere il pubblico e trasformare l’appuntamento in una grande serata collettiva.

Villoresi ha ricordato il sostegno dell’Amministrazione comunale, che ha concesso il proprio patrocinio: «A Bologna e a Cantù ci sono state scelte diverse, dettate soprattutto dai costi gestionali, mentre qui il Comune ha appoggiato questa iniziativa dando il suo patrocinio».

Da qui la scelta di rendere la proiezione accessibile e aperta alla comunità: «Io l’ho resa ampiamente accessibile al pubblico, perché vorrei che la città sabato si unisse con tutti noi e facesse sentire, capitanata da Charly ma anche da tutte le leggende che in questo momento vedo che stanno arrivando, il grande senso di appartenenza che oggi Reggio Calabria ha nel mondo del basket».

Un patrimonio che, secondo il regista, deve continuare a essere raccontato e tramandato. «Questo non deve essere mai dimenticato». E aggiunge: «Io so che voi nella stampa lo fate, però noi dobbiamo continuare a farlo, ripeto, sempre, con l’auspicio che possa essere davvero questo un punto d’inizio per il futuro».

Milia: «Ricorda un grande uomo che ha dato tanto alla città»

A sostenere il valore dell’iniziativa è anche il Comune di Reggio Calabria. Federico Milia, presidente del Consiglio comunale, ha evidenziato il significato di un film che celebra contemporaneamente un grande protagonista dello sport e una parte importante della storia della città.

«Un film che, intanto, come diceva lei, ricorda il mito dell’arancio, ma soprattutto ricorda un grande uomo che ha dato tanto alla nostra città in termini sportivi e di immagine», ha affermato Milia.

Nel corso del suo intervento ha ricordato anche i risultati raggiunti da Recalcati alla guida della Nazionale: «Un uomo che ha toccato l’apice della carriera anche guidando la Nazionale italiana di pallacanestro, con importanti risultati anche olimpici, con una medaglia olimpica. È arrivato al vertice della pallacanestro europea e mondiale».

Il rapporto con Reggio, però, rimane un elemento centrale del racconto: «È un uomo che ricorda con grande entusiasmo l’esperienza a Reggio Calabria».

E proprio la città dello Stretto avrà un ruolo significativo nel documentario: «Un film che parla anche della città di Reggio Calabria, perché ricordo che per più di mezz’ora si parlerà appunto della nostra città, che verrà proiettato in tutta Italia».

Da qui la scelta dell’Amministrazione di sostenere la tappa reggina: «Quindi era corretto, da parte dell’amministrazione, supportare anche una proiezione per la nostra città e per i nostri concittadini, anche per far vedere quello che si racconta di Reggio Calabria nell’ambito dello sport nel resto d’Italia».

Una storia sportiva da custodire

Per Milia, ricordare la stagione della Viola significa anche recuperare una parte dell’identità sportiva della città.

«È un film che dà lustro a quella che è la storia sportiva di Reggio e che sicuramente deve essere ricordata per proiettarsi sempre meglio verso il futuro».

Una storia che, sottolinea, ha portato Reggio Calabria a confrontarsi con il panorama nazionale e internazionale: «Bisogna vedere anche quella che è stata la nostra storia, perché dobbiamo ricordare che Reggio, nell’ambito sportivo, è entrata negli ingranaggi nazionali e internazionali, non solo nel calcio con la Reggina, ma anche con la Viola e con altre realtà sportive».

«Questo è uno dei tanti esempi del lustro che Reggio dà allo sport nazionale e internazionale», conclude.

Domani l’abbraccio dell’Arena dello Stretto

Domani sera l’Arena dello Stretto diventerà così il punto d’incontro tra la memoria e il presente. Accanto a Recalcati saranno presenti la famiglia, lo storico gruppo organizzato Total Kaos, protagonista di un episodio del documentario, e diverse leggende della Viola.

Sul grande schermo torneranno i luoghi, i campioni, le sfide e le emozioni di una stagione che ha lasciato un segno profondo nella città. Ma “Per Tutti Charly” andrà oltre il semplice racconto sportivo, intrecciando immagini d’archivio, testimonianze, aneddoti e storie personali per ricostruire il percorso di un uomo capace di attraversare oltre cinquant’anni di pallacanestro italiana.

Il documentario è scritto e prodotto da Alessandro Nava per We for You Events&Communication, con la regia di Fabio Villoresi e il contributo di Banca Generali. L’opera è patrocinata dalla Presidenza della Federazione Italiana Pallacanestro e dalla Lega Basket Serie A.