Iniziativa promossa dall’Osservatorio Carcere dell’Ucpi. Quanto riscontrato sarà oggetto di una dettagliata relazione posta all’attenzione di politica ed istituzioni
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Il 31 agosto 2026 una delegazione della Camera Penale di Reggio Calabria ha visitato gli istituti penitenziari di Arghillà e San Pietro, nel territorio di Reggio Calabria, nell’ambito dell’iniziativa nazionale “Ristretti in agosto”, promossa dall’Osservatorio Carcere dell’Unione delle Camere Penali Italiane.
La scelta del mese di agosto non è casuale. È proprio durante l’estate, e soprattutto nei periodi caratterizzati dal caldo più intenso, che le ristrettezze della vita carceraria vengono esasperate. Le temperature elevate rendono ancora più gravose le condizioni di permanenza all’interno degli istituti e aggravano criticità già note, prima fra tutte la carenza idrica, con conseguenze dirette sulla vita quotidiana delle persone detenute e, indirettamente, degli operatori penitenziari.
La delegazione era composta da sedici avvocati della Camera Penale, tra i quali il Presidente, i componenti del Direttivo, il Coordinatore degli Osservatori, il Responsabile ed i membri dell’Osservatorio Carcere. Nel corso della visita, il direttore degli istituti, dottor Rosario Tortorella, ha accompagnato i penalisti illustrando i progetti realizzati e quelli avviati, gli impegni assunti e le principali criticità che caratterizzano la vita degli istituti penitenziari reggini.
La visita ha consentito di ascoltare, osservare e incontrare detenuti e operatori, nel tentativo di comprendere più da vicino una realtà che ai più appare estranea e lontana. Conoscere il carcere significa infatti superare la distanza, spesso alimentata dall’indifferenza o da una rappresentazione parziale del fenomeno penitenziario, e riconoscere che l’universo carcerario non è, e non può essere, un corpo estraneo alla società civile.
Il carcere deve essere parte integrante della comunità. I diritti delle persone detenute, la salvaguardia della dignità delle donne e degli uomini ristretti e la sicurezza degli operatori penitenziari devono costituire obiettivi primari e non negoziabili in uno Stato di diritto. La tutela di queste garanzie non può essere affidata soltanto alla sensibilità individuale, ma deve rappresentare una responsabilità istituzionale e collettiva.
In questo quadro, la Camera Penale non può non svolgere il ruolo di sentinella delle garanzie e dei diritti fondamentali. Visitare un carcere significa scegliere di portare all’esterno visibilità, attenzione e consapevolezza su ciò che accade al suo interno. Significa dare voce a una realtà che rischia di rimanere confinata dietro le sbarre e che, invece, riguarda l’intera società.
La visita agli istituti di Arghillà e San Pietro ha permesso di raccogliere elementi concreti sulle condizioni di vita carceraria e di confrontarsi direttamente con chi, ogni giorno, vive e lavora negli istituti. È necessario ascoltare, comprendere e denunciare le criticità, ma anche riconoscere e sostenere l’impegno quotidiano di tutti gli operatori penitenziari, un impegno che a Reggio Calabria la delegazione ha potuto toccare con mano.
Allo stesso modo, occorre constatare e valorizzare la resilienza della popolazione carceraria, che affronta con dignità una condizione segnata da limitazioni, sofferenze e patimenti naturali della detenzione, ma che non può mai tradursi nella perdita dei diritti fondamentali né nella compressione della dignità personale.
La vita carceraria deve tornare al centro del dibattito politico e istituzionale. Solo attraverso un’attenzione costante, non episodica e non condizionata dall’emergenza, sarà possibile recuperare una dimensione civile dell’universo penitenziario e ricondurre il sistema carcerario entro i confini della legalità costituzionale.
L’iniziativa “Ristretti in agosto” richiama dunque tutti – istituzioni, politica, informazione e società civile – alla responsabilità di non dimenticare, alla necessità di non voltare le spalle agli “ultimi”. Il carcere non è un luogo separato dalla comunità, ma uno spazio della nostra Repubblica democratica nel quale devono trovare piena attuazione i principi di legalità, dignità, umanità e rieducazione della pena.
La Camera Penale di Reggio Calabria continuerà a svolgere il proprio compito di osservazione, denuncia e tutela, nella consapevolezza che mantenere aperto il confronto con il mondo penitenziario significa difendere non soltanto i diritti delle persone detenute e la sicurezza degli operatori, ma la qualità stessa dello Stato di diritto.
Quanto riscontrato nel corso della visita sarà, infatti, oggetto di una dettagliata relazione che sarà posta all’attenzione di politica ed istituzioni nell’ottica di una feconda interlocuzione finalizzata alla realizzazione di iniziative concrete.
Proprio in ragione della centralità delle questioni emerse e della necessità di mantenere l’attenzione esclusivamente sulla condizione delle persone ristrette e di quanti quotidianamente operano negli istituti, la Camera Penale di Reggio Calabria ha scelto di non diffondere fotografie della delegazione né i nomi dei partecipanti alla visita. Non vi è spazio per protagonismi: l’unico soggetto che deve restare al centro dell’iniziativa è il carcere, con le sue criticità, le sue sofferenze, le sue risorse umane e l’urgenza di restituirlo al dibattito pubblico e istituzionale.

