Una nuova istanza dei cittadini a Palazzo San Giorgio pone il nodo della compatibilità con il Piano comunale, dell’accessibilità dei mezzi di soccorso e dell’eventuale area alternativa: «Una questione fondamentale per la sicurezza non solo dei residenti ma di tutti i cittadini»
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Prima i dubbi sulla vivibilità del quartiere, il traffico e i parcheggi. Adesso, con settembre ormai alle porte, sulla scelta di Largo Botteghelle per le grandi giostre si apre un nuovo fronte, che porta la questione a toccare la pianificazione comunale delle emergenze. A sollevarla, in una nota stampa, è il Comitato di quartiere Ferrovieri-Pescatori, che nella giornata di ieri ha trasmesso al Comune una nuova istanza ad integrazione della precedente richiesta inviata il 24 agosto, rispetto alla quale il Comitato sostiene di non avere ancora ricevuto risposta. Al centro della vicenda c’è sempre la delibera di Giunta con cui Palazzo San Giorgio ha tracciato le linee di indirizzo per le Feste Mariane 2026 individuando il largo Botteghelle per le cosiddette giostre grandi dal 10 al 20 settembre.
La novità sollevata dal Comitato sta nel fatto che Largo Botteghelle risulterebbe inserito nel Piano comunale di Protezione Civile come area di ricovero della popolazione. Secondo la documentazione richiamata nell’istanza, già dal 2008 l’area, per una superficie di oltre 15,6 mila metri quadrati, con accessi da viale Calabria e viale Messina, è classificata come “Area di attesa e ricovero”. Una funzione confermata nel Piano aggiornato nel luglio 2023, dove Botteghelle compare proprio quale area pubblica destinata al “ricovero”.
Ed è esattamente qui che il Comitato pone il problema. Con una precisazione tutt’altro che secondaria: non sostiene che l’utilizzare temporaneamente un’area di Protezione Civile per una finalità differente sia automaticamente vietato ma, piuttosto, chiede di sapere se - prima di destinarla nuovamente al luna park - sia stata compiuta dagli enti preposti una verifica formale sulla compatibilità delle due funzioni. Il ragionamento, infatti, parte dalle dimensioni stesse dell’allestimento: le grandi attrazioni comportano la presenza nell’area di giostre, strutture, mezzi pesanti e impianti tecnici, oltre all’afflusso di migliaia di persone ed automobili ogni giorno. Il Comitato pone l’accento anche su viale Calabria e viale Messina: le due arterie sulle quali inevitabilmente graviterebbe parte della viabilità del luna park sono anche le vie di accesso all’area indicate dalla pianificazione di Protezione Civile.
Da qui una serie di interrogativi rivolti all’amministrazione. È stata effettuata una specifica valutazione di compatibilità? Il settore Protezione Civile ha espresso un parere? E ancora: nell’eventualità di una calamità durante il montaggio, l’apertura o lo smontaggio delle attrazioni, attraverso quali procedure Largo Botteghelle potrebbe tornare tempestivamente disponibile? Il Comitato chiede inoltre di conoscere l’eventuale area alternativa individuata per il ricovero della popolazione, qualora l’area di Botteghelle non fosse concretamente utilizzabile durante la presenza delle giostre, e quali valutazioni siano state compiute sulla percorribilità delle vie di accesso e di soccorso. Domanda infine se, dopo l’approvazione del Piano del 2023, siano intervenuti atti capaci di modificare o disciplinare diversamente la destinazione dell’area.
Quello di Largo Botteghelle, del resto, non è un caso nato quest’estate. La collocazione delle giostre aveva già alimentato forti polemiche negli anni scorsi, con dure prese di posizione politiche anche del centrodestra quando a governare la città era la maggioranza di centrosinistra oggi all’opposizione. Arrivati ad oggi, a parti invertite, quindi con il centrodestra (che ne contestava la scelta) alla guida della città, Largo Botteghelle è stato nuovamente scelto per le grandi attrazioni. Un precedente politico che resta sullo sfondo della vicenda, senza esaurirla: il nuovo documento del Comitato introduce infatti una questione diversa e più strettamente tecnica, sulla quale saranno gli uffici competenti e l’amministrazione a dover fornire gli eventuali chiarimenti. Anche perché la stessa delibera del 13 agosto contiene già una clausola precisa: l’effettivo utilizzo delle aree è subordinato alla preventiva verifica positiva delle condizioni di sicurezza, idoneità strutturale, igienico-sanitaria e di viabilità, oltre al rispetto delle norme tecniche e al necessario passaggio presso la Commissione di Vigilanza o, laddove consentito, attraverso una perizia asseverata. Da una parte, quindi, una delibera che condiziona l’utilizzo di Botteghelle alle verifiche di sicurezza e viabilità. Dall’altra un Comitato che domanda se, dentro quelle verifiche, sia stata considerata anche la funzione attribuita all’area dal Piano comunale di Protezione Civile.
Nella parte conclusiva dell’istanza viene chiesto al Comune, prima di procedere con il via libera al luna park, di motivare espressamente la compatibilità della scelta con Piano di Protezione Civile, sicurezza pubblica, accessibilità dei mezzi di soccorso e tutela della popolazione residente. La vicenda delle giostre di Botteghelle, dunque, aggiunge un altro capitolo. Il tema adesso non è stabilire sulla carta se il luna park possa o non possa essere montato, perché neppure il Comitato formula la questione in questi termini. Il punto è sapere se tutte le verifiche necessarie siano state effettuate e quale sia il loro esito.


