Dopo un periodo di chiusura che aveva lasciato un vuoto pesante nel cuore dei fedeli calabresi, il Santuario della Madonna della Montagna è stato finalmente riaperto al culto. Una riapertura che quest'anno ha avuto il sapore antico della penitenza e dell’essenzialità: a causa delle condizioni della viabilità, infatti, il sito è stato reso raggiungibile esclusivamente a piedi, attraverso i sentieri impervi che tagliano l’Aspromonte.

La difficoltà del percorso non ha però scoraggiato i pellegrini. Fin dalle prime luci dell'alba, decine di persone si sono messe in marcia lungo i tornanti sterrati, affrontando ore di cammino, il caldo e la fatica. Tra di loro, zaino in spalla e scarponi da trekking, c’era anche il vescovo della diocesi di Locri-Gerace, Monsignor Francesco Oliva. Il pastore ha voluto condividere ogni singolo metro della salita con la sua comunità, rifiutando qualunque parvenza di privilegio e camminando fianco a fianco con i fedeli.

«La riapertura del Santuario di Polsi rappresenta un momento di grande valore ecclesiale e comunitario - ha espresso Oliva - Restituiamo ai fedeli un luogo che appartiene alla memoria spirituale della Calabria e che oggi, grazie agli interventi eseguiti, può accogliere in sicurezza quanti cercano consolazione, preghiera e speranza. Il cammino compiuto insieme ai pellegrini testimonia che Polsi è, e rimane, una casa aperta».

Presente alla celebrazione anche il Commissario Prefettizio del Comune di San Luca Antonio Rappucci, che ha espresso parole di riconoscenza nei confronti della Diocesi e dei suoi uffici tecnici per avere ultimato i lavori nei tempi stabiliti, nonostante le difficoltà logistiche legate al raggiungimento del luogo sacro.