All’Azulejos un confronto serrato sui motivi del disamore verso la democrazia. «Non nasce all’improvviso, ma è il risultato di un processo lungo»
Tutti gli articoli di Società
PHOTO
La politica è morta o ha solo smesso di parlare ai cittadini? E’ questo il tema attorno a cui ruota l’ultima fatica letteraria di Emanuele Cristelli dal titolo “Chi ha ucciso la politica?”, arricchita dalla prefazione di Luigi Marattin, presentata a Siderno nel corso di un’iniziativa pubblica promossa dalla locale Area Moderata. Il volume propone una riflessione critica sulla crisi della politica contemporanea e sul progressivo allontanamento dei cittadini dalla democrazia rappresentativa. Attraverso un’analisi che intreccia comunicazione, cultura politica e trasformazioni sociali, il libro indaga le ragioni per cui la politica ha perso credibilità e capacità di coinvolgimento.
«La politica l’abbiamo uccisa tutti e nessuno – racconta l’autore - tutta la società e corresponsabile di quella che è la morte della partecipazione pubblica e democratica, più che chiederci chi ha ucciso la politica dovremmo chiederci quand’è che abbiamo iniziato ad odiare la democrazia che è anche il sottotitolo del libro che ha creato i presupposti dell’omicidio perfetto. Nel testo affronto i vari indizi che ho individuato e che porterebbero all’individuazione dei responsabili».
Nato a Trieste nel 1995, laureato in Scienze Politiche e in Diplomazia e Cooperazione internazionale, Cristelli affronta nel suo saggio la crisi della rappresentanza, il ruolo dei social media, il declino dei partiti tradizionali e la trasformazione del rapporto tra cittadini e istituzioni. Attraverso indizi, tracce e prove, l'autore propone una lettura inedita di un "omicidio perfetto" e, soprattutto, offre spunti concreti per superare il lutto. È tempo di ricostruire una politica nuova, libera, coraggiosa, capace di guardare lontano e di essere un patrimonio collettivo per il futuro.
«Come uscirne? Con più credibilità – sostiene Cristelli - la politica ha perso fondamentalmente l’autorevolezza, cioè poter dire di aver fatto e quindi di poter fare, ha perso la fiducia che si riesce a infondere in un progetto politico, ha perso la capacità di coinvolgere tutti in una storia collettiva. Bisogna lavorare su questo, è necessaria la formazione politica ma per farla servono le risorse, quindi ritorniamo anche al finanziamento pubblico ai partiti».
Il confronto, moderato da Antonella Avellis, ha tratto linfa vitale anche dall'esperienza di chi la politica la vive quotidianamente nelle istituzioni e nei partiti. Angelo Montalto, Segretario Regionale del Partito Liberal Democratico, e Giacomo Crinò, Vicepresidente del Consiglio Regionale della Calabria, hanno offerto una prospettiva pragmatica sulla crisi della rappresentanza, confrontandosi apertamente con le tesi dell'autore. La serata è culminata in un vivace dialogo con il pubblico, segno di una cittadinanza che, nonostante il titolo provocatorio dell'opera, conserva intatta la voglia di partecipazione e analisi critica. L’evento si è concluso con il consueto momento dedicato al firma-copie da parte di Cristelli, siglando il successo di un’iniziativa che ha riportato la riflessione politica al centro del dibattito cittadino.

