Dopo 3,8 chilometri a nuoto, oltre 180 in bicicletta e la maratona finale, il reggino conquista il 29° posto nella categoria M45-49: «Un sogno inseguito dopo mesi di sacrifici»
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Impresa straordinaria dell’avvocato reggino, Antonino Catalano, all’IRONMAN Italy Emilia-Romagna di Cervia, una delle prove di triathlon più dure e affascinanti al mondo: 9 ore, 55 minuti e 47 secondi, è il tempo dell’impresa compiuta nella sfida estrema che unisce 3,8 chilometri di nuoto, 180,260 chilometri in bicicletta e 42,195 chilometri di corsa, senza interruzioni, in un’unica competizione. Catalano è riuscito nell’obiettivo che inseguiva da mesi: scendere sotto il muro delle dieci ore. A Cervia il cronometro si è fermato a 1:05:39 dopo i 3,8 chilometri di nuoto, poi la frazione in bicicletta completata in 5:05:38, prima della maratona finale, chiusa in 3:27:37 che gli ha permesso di conquistare il 29° posto nella categoria M45-49, su 264 atleti, il 246° posto nella classifica maschile, su 2.117 partecipanti, e il 255° posto assoluto, su 2.470 concorrenti. «Raggiungere il traguardo dell’Ironman è un’emozione indescrivibile – sottolinea l’avvocato reggino –. Scendere sotto il muro delle dieci ore rappresentava sicuramente un obiettivo ambizioso, un sogno inseguito dopo mesi di sacrifici, disciplina quotidiana e profonda dedizione».
Un risultato che va ben oltre i numeri e i piazzamenti e che racconta soprattutto una prova di resistenza, disciplina e determinazione, mantenute fino all’ultimo metro. Perché, più ancora che una gara di triathlon, l’Ironman rappresenta una sfida con sé stessi, capace di spostare sempre più avanti il confine dei propri limiti. «Dall’acqua alla bicicletta, fino alla maratona finale, ogni fase della gara ha richiesto una gestione attenta delle energie – afferma Catalano –. Ogni frazione di questa gara ha richiesto non solo preparazione fisica, ma soprattutto forza mentale importante e tanta tenacia».
Dietro quelle 9 ore, 55 minuti e 47 secondi, infatti, non c’è soltanto un risultato sportivo, ma una storia fatta di sveglie all’alba, allenamenti, fatica e rinunce. Ci sono giorni in cui il corpo chiede di fermarsi e la mente deve trovare la forza per andare avanti, chilometro dopo chilometro. Ci sono sacrifici silenziosi, lontani dai riflettori, e una determinazione che cresce proprio nei momenti più difficili. È lì, tra la fatica e il desiderio di non mollare, che si costruisce un’impresa. E quando finalmente arriva il traguardo, ogni allenamento, ogni rinuncia e ogni momento di difficoltà acquistano un significato diverso. Perché quel muro delle dieci ore non era soltanto un tempo da battere: era il confine di un sogno, inseguito con pazienza e ostinazione fino a trasformarlo in realtà. Il momento più atteso è arrivato dopo i 42,195 chilometri di corsa, quando l’avvocato di Catona ha finalmente potuto attraversare il traguardo e mettere la parola fine a una prova costruita attraverso mesi di allenamenti e sacrifici. «Tagliare quel traguardo e vedere i frutti di tanto lavoro è una soddisfazione immensa, che va ben oltre i numeri e i piazzamenti – racconta –. Desidero ringraziare di cuore la mia famiglia, gli amici, la società Triathlon Reggio Calabria e tutti coloro che mi hanno sostenuto lungo questo percorso».

