Un capodanno importante all’insegna della famiglia, della riconoscenza e dei sogni condivisi. Così l’avvocato Marco Tullio Martino, Direttore Generale della Domotek Volley, ha voluto salutare squadra, staff, sponsor e collaboratori in un incontro di fine anno carico di emozioni e progetti per il futuro.

In un’atmosfera intima e festosa, i membri della grande famiglia Domotek hanno celebrato insieme un 2025 di successi e traguardi. Per Martino, questo momento ha rappresentato molto più di una semplice cena.

«Il momento di guardarsi in faccia, stare attorno a un tavolo, bere e mangiare insieme, perché lo sentiamo dal profondo», ha esordito il DG, sottolineando il valore umano del ritrovo. «Abbiamo voluto dedicare questo momento insieme, che non è ovviamente la cena fine a se stessa, ma è proprio il momento di… stare insieme, per compiacerci di questo meraviglioso cammino».

Al centro del suo intervento, un ringraziamento sentito a tutti coloro che sostengono il progetto Domotek: «Loro sono la nostra linfa vitale, tutto è grazie a loro e noi siamo molto consapevoli del ruolo che abbiamo anche nei loro confronti». E ancora: «Una società che lavora moltissimo per le aziende in termini di iniziative, di progettualità, di rete… per cui veramente contenti così. Andiamo avanti».

Tra brindisi e auguri, lo sguardo si è poi spostato sul futuro e sui desideri più ambiziosi. Posto davanti a una scelta simbolica tra la promozione in Serie A2 e un Palazzetto esaurito con 9.000 spettatori, Martino ha indicato senza esitazioni il suo pallino fisso.

«Il sold out è un mio sogno, è un pallino che dall’anno scorso coltivo», ha confidato. «Secondo me ci eravamo andati molto vicino alla vigilia di Aquiterme. Sono convinto che se avessimo fatto gara 1 di finale domenica di Pasqua, avremmo fatto il sold out. Quindi è un sogno, rimane tale, tutto da realizzare».

Una dichiarazione che non sminuisce gli obiettivi sportivi – «È ovvio che vogliamo vincere, ed il sold out potrebbe essere una lieta conseguenza», ha precisato – e che restituisce una visione chiara: costruire, partendo da quel senso di famiglia e di comunità, un movimento capace di coinvolgere e appassionare attorno alla squadra.