La Domotek Volley Reggio Calabria supera Campobasso in un quarto di finale tiratissimo e conquista la Final Four di Coppa Italia di categoria.
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Al PalaCalafiore una serata storica, tra maturità tecnica, valorizzazione dei giovani e un gruppo che guarda avanti senza perdere l’equilibrio. Le parole di mister Antonio Polimeni raccontano il senso profondo di un traguardo che è solo una tappa del percorso.
Una vittoria che pesa, che cancella un tabù e che proietta un’intera realtà sportiva su un palcoscenico nazionale. La Domotek Volley Reggio Calabria firma l’impresa superando Campobasso e staccando il pass per la Final Four di Coppa Italia, al termine di una sfida combattuta, intensa, mai banale. Il PalaCalafiore è il teatro di una notte destinata a restare, non solo per il risultato ma per ciò che racconta di questa squadra.
«È stata una partita combattutissima – spiega Antonio Polimeni –. Loro hanno fatto un’ottima prestazione, soprattutto nei primi due set e parte del terzo. Sono stati molto incisivi al servizio e a muro. Noi, però, abbiamo avuto pazienza, abbiamo accettato la murata e siamo andati avanti. Oggi più che mai ci siamo comportati da squadra matura».
Tra i protagonisti della serata spicca il nome di Simone Rigirozzo, classe 2006, MVP della gara. Un segnale forte, che racconta la filosofia della Domotek: crescita, lavoro quotidiano, fiducia nei giovani. «Le sue qualità stanno emergendo – sottolinea Polimeni – unite a una grande capacità di apprendimento. I miglioramenti sono stati costanti e hanno raggiunto un livello importante. Ma l’obiettivo è ancora lontano: è per questo che deve continuare a lavorare con umiltà».
L’accesso alla Final Four apre inevitabilmente un’altra domanda: Reggio Calabria potrà ospitare l’atto finale della competizione? «Abbiamo fatto richiesta – conferma il tecnico – perché una piazza come Reggio Calabria merita questo palcoscenico. Sarebbe bello regalare a questo ambiente due giorni di grande pallavolo».
La serata di Coppa è anche la fotografia di un progetto che guarda lontano. Nei momenti decisivi trovano spazio ragazzi del vivaio come Motta, Parrini, Spinello e Ciaramita, insieme a elementi di esperienza che rappresentano la continuità del gruppo. «La costruzione di una squadra passa sempre dal giusto mix tra giovani ed esperienza – spiega Polimeni –. Vedere in campo cinque ragazzi del 2005-2006 è motivo di enorme soddisfazione. Oltre alle qualità tecniche, hanno valori umani che rendono forte questo spogliatoio».
C’è poi il valore dell’identità, del legame con il territorio, incarnato da chi c’era già nelle stagioni più difficili. «Domenico Laganà rappresenta la continuità e la caparbietà – aggiunge il mister –. Giglio è con noi dal primo giorno, c’è un attaccamento autentico alla maglia e alla città. Qui chi arriva si lega non solo a un marchio, ma al nome che c’è scritto sotto: Reggio Calabria».
La Final Four è realtà, ma non è un punto d’arrivo. «Questo traguardo non è il nostro obiettivo finale – conclude Polimeni –. Ci godiamo la vittoria per qualche ora, poi pensiamo subito alla prossima partita. È sempre quella la più importante».
Al PalaCalafiore la festa è stata piena, sentita, vera. Ma lo sguardo della Domotek è già avanti, saldo nel lavoro quotidiano. Le Finals sono realtà. Il resto, come sempre, passa dal campo.

