Il 2026 comincia col piede giusto per gli amaranto e il Granillo apprezza il cambio di passo della squadra
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Il risultato dice 2-0, i fatti parlano di sei vittorie consecutive. Al Granillo, contro il Castrum Favara, la vera notizia è un’altra: la Reggina continua a vincere insieme alla sua gente.
Prima ancora del pallone che rotola, la curva prende parola. Lo fa con uno striscione che è tutto fuorché coreografia: «Nella buona sorte e nelle avversità, nelle gioie e nelle difficoltà… se tu ci sarai io ci sarò!».
Non è una frase da esibire, è un patto. È la sintesi di anni complicati, di salite, di cadute e risalite. È la tifoseria che si mette a nudo e dice alla squadra: non ti chiedo perfezione, ti chiedo presenza. E in cambio promette la stessa cosa.
Sugli spalti il Granillo è caldo, partecipe, continuo. Non c’è frenesia, c’è convinzione. Si canta anche nei momenti di gestione, si accompagna la squadra senza ansia, con quella maturità che arriva quando senti che chi è in campo non scappa. È un sostegno che non spinge solo, sorregge.
La Reggina risponde con una prestazione solida, ordinata, senza sbavature. Ma soprattutto con l’atteggiamento giusto: testa alta, tempi corretti, nessuna concessione. È una squadra che sente il rumore alle spalle e lo trasforma in sicurezza, non in pressione.
Sei vittorie di fila sono un dato. Ma il segnale vero è un altro: la distanza dalla vetta può restare invariata, ma la distanza tra squadra e tifoseria si è azzerata. Qui non si guarda solo dove si vuole arrivare, ma come si sta camminando.
E finché il Granillo continuerà a dire «io ci sarò», questa Reggina saprà esattamente cosa fare: esserci, sempre.

