Ragusa senza filtri: «Abbiamo fallito l’obiettivo, non siamo mai stati primi. Playoff inutili ma da onorare»
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La Reggina chiude la stagione regolare con una vittoria che pesa solo per le statistiche. Al Granillo gli amaranto superano il Sambiase e portano a casa tre punti che, però, non cambiano il destino: terzo posto consolidato e, per il terzo anno consecutivo, accesso a playoff.
A fine gara, il tecnico amaranto prova a guardare il bicchiere mezzo pieno: «Abbiamo rivisto la Reggina dei migliori periodi. Oltre all’approccio, oggi si è vista una squadra capace di sbloccare subito la gara e costruire una grande prestazione. Non era scontato». Parole che sottolineano proprio quel tema ricorrente: la mancanza di continuità che ha segnato il campionato.
Torrisi non nasconde qualche rammarico, soprattutto per la gestione difensiva: «Ci teniamo la vittoria, ma dispiace per i due gol subiti». Un dettaglio che, però, non cancella la soddisfazione per il risultato e per l’atteggiamento mostrato: «Vincere era importante per tanti motivi, anche per quello che può essere il discorso extra campo. Sono contento».
Il riferimento è inevitabilmente al clima attorno alla squadra, tra contestazioni e tensioni societarie. Ma l’allenatore prova a mantenere il focus sul presente e sull’immediato futuro: «Adesso ci sono i playoff il giorno 10, poi ci sarà il 12…». Un accenno anche alla vicenda giudiziaria che potrebbe incidere sul destino finale della stagione.
Dal punto di vista tattico, la partita ha richiesto anche adattamenti in corsa: «Si è fatto male Distratto e ho dovuto fare una serie di modifiche, chiedendo grande sacrificio a Mungo». Una gestione dell’emergenza che ha comunque dato risposte positive, in linea con l’idea di gioco dell’allenatore: «Buona pressione, tanti palloni recuperati: la Reggina che piace a me».
Inevitabile, poi, affrontare il tema della contestazione. Torrisi difende il gruppo e riconosce il ruolo della tifoseria: «La tifoseria è stata encomiabile da quel famoso patto prima della gara di Enna, il loro contributo è stato fondamentale». Ma allo stesso tempo invita a una riflessione più ampia: «I tifosi contestano la proprietà, ma la proprietà è la Reggina e siamo tutti una cosa».
Parole forti, che proseguono con una presa di posizione chiara: «È una proprietà che non ci ha fatto mancare nulla, mantenendo gli impegni. Accettiamo e subiamo la contestazione, ma dispiace. Guardandoci intorno, è un bene avere una società così».
Infine, un passaggio umano, oltre che sportivo: «Le offese fanno male, in qualunque settore. Ci sono le famiglie, i figli, le mogli. Non è bello».
Nel post gara arrivano poi anche le parole di Nino Ragusa, autore del quarto gol amaranto: «Abbiamo fallito l’obiettivo e non c’è nulla da festeggiare oggi nonostante la buona prestazione. Non siamo mai stati primi, questo è un dato di fatto».
Ragusa fotografa senza attenuanti il percorso della squadra: «Anche quest’anno ci è mancato sempre l’ultimo step, un grande rammarico non essendoci mai stata un ammazza campionato. Ci prendiamo la responsabilità di quella che è stata la stagione». E ancora: «In estate si era lavorato per partire forte e andare subito avanti. È andata male e poi provare a recuperare non è facile, insieme a qualche match point sbagliato, è questa l’analisi del nostro cammino».
Ragusa ripercorre anche le difficoltà personali: «Il mio inizio di stagione è stato travagliato con il problema all’adduttore, poi la clavicola. Ho provato a mettermi al pari dei compagni, l’impegno non è mai mancato».
Poi uno sguardo diretto alla contestazione: «Fischi sacrosanti, c’è grande delusione ed è giustificabile, li capiamo benissimo anche perché nei momenti difficili ci hanno sempre sostenuti. Abbiamo deluso non solo i tifosi ma una città intera». Infine, sul futuro immediato: «Playoff inutili ma bisogna onorarli».

