«Siamo in corso di ristrutturazione e crescita. Abbiamo vinto con pieno merito grazie alla nostra cattiveria agonistica, un elemento che deve accompagnarci anche sotto porta. Si è costruito bene, il neo è proprio quello di non avere concretizzato. Però affrontavamo un avversario in salute, reduce da due vittorie importanti: le nostre motivazioni hanno fatto la differenza».


Mister Torrisi ha descritto così ad Antenna Febea il momento della squadra, in crescita ma ancora alla ricerca della piena continuità: «Oggi la media è cinque cose fatte bene e cinque no, ma fino a qualche settimana fa non era così. Le basi ci sono, si inizia a vedere qualcosa di diverso, non necessariamente di bello, ma diverso sì».


Tra le note da sottolineare, spicca l’esordio del giovane Macrì, classe 2008 e Torrisi ne ha parlato con soddisfazione: «Non ha fatto nulla di trascendentale, è tutto normale. L’ho visto giocare, l’ho portato in prima squadra e in ritiro a Enna per fargli assaporare il clima. Ha qualità, e non possiamo permetterci di guardare la carta d’identità ma solo chi è idoneo al piano gara».


Un messaggio chiaro, che guarda dritto al futuro: «Un 2008 tra qualche anno deve giocare in Serie B. Basta guardare nomi e date di nascita, gioca solo chi merita».


Il tecnico amaranto ha poi spiegato alcune scelte di formazione fatte in chiave tattica: «Avere due centrocampisti davanti alla difesa ha dato più equilibrio, migliorando anche il supporto ai tre dietro la punta. Senza Laaribi ho scelto un ragazzo che mi dava garanzie».


Positive per il mister amaranto le prove di Girasole e Bevilacqua, preziosi in entrambe le fasi. «Leonardo ha messo in mostra tutta la sua regginità. Peccato per Sartore, fermato ancora una volta da una sostituzione forzata, ma la direzione intrapresa sembra quella giusta». Il percorso, come ha ricordato Torrisi, «resta ancora in salita», ma l’anima di questa Reggina sta finalmente prendendo forma.