Una stagione da incorniciare, vissuta con i piedi per terra ma lo sguardo puntato avanti. Nino Mallamaci, presidente della Polisportiva Futura, racconta un’annata che ha segnato un salto di qualità importante per il futsal reggino. E lo fa con la lucidità di chi non si lascia abbagliare dai risultati, ma li legge come tappa di un percorso più ampio, fatto di lavoro quotidiano, radicamento nel territorio e idee chiare per il domani.

«È stata una vera cavalcata – sottolinea Mallamaci – che ci ha travolti positivamente. I risultati ci hanno dato visibilità, ma soprattutto hanno confermato che la strada intrapresa è quella giusta». La squadra ha raggiunto traguardi storici e ha acceso l’entusiasmo di una comunità sempre più coinvolta.

Ora si guarda avanti. Il campionato di A2 Elite alza l’asticella, ma la Futura è pronta alla sfida. «Parlare di mercato è prematuro – precisa il presidente – ma possiamo contare sui ritorni di Cividini e Gabriele Squillaci. Faremo qualche innesto mirato, ma senza snaturarci. La nostra forza è stata proprio l’identità di gruppo».

Tra i progetti più innovativi, c’è l’accordo con la Reggina: una sinergia tra calcio a 11 e futsal per far crescere i giovani in modo completo, seguendo il modello dei grandi club. «Un’idea nata dalla visione di Seby Fortugno – spiega Mallamaci – che ci consente di accompagnare i ragazzi in un percorso formativo a tutto tondo».

Ma il cuore pulsante resta il Palattinà di Lazzaro, punto di riferimento sportivo e sociale per l’intero territorio: «È il nostro fortino, un luogo sempre acceso, dove si allenano calcio, basket e pallavolo. È fondamentale continuare a investire su questa struttura». Nonostante le sfide economiche, l’obiettivo è migliorarla ulteriormente e potenziarne i servizi.

A chiusura, un ringraziamento alla comunità: «Le mamme, i tifosi, i volontari. Tutti coloro che ci sono stati vicini. Ma soprattutto i ragazzi, che hanno dato l’anima. Abbiamo sempre avuto i piedi per terra, senza mai fare il passo più lungo della gamba. Questo è il nostro segreto».