Il sabato sera molti giovani lo passano fuori, tra musica e amici. Simone Rigirozzo, invece, lo vive sotto le luci del Palacalafiore, con la maglia della Domotek Volley Reggio Calabria addosso e il campo come unica pista da ballo.
Tutti gli articoli di Sport
PHOTO
FORTUNATO SERRANO'
«Il sabato sera i giovani vanno a ballare. Io ballo al Palacalafiore», dice sorridendo il centrale classe 2006, MVP del quarto di finale di Coppa Italia Del Monte, dopo la storica qualificazione alla Final Four.
Una prestazione da protagonista assoluto contro Energy Time Campobasso, che ha certificato non solo il passaggio del turno, ma anche la crescita di un ragazzo che, a soli 18 anni, sta bruciando le tappe. Il premio di MVP arriva come riconoscimento naturale di una serata speciale, ma Rigirozzo lo accoglie con i piedi ben piantati a terra.
«Sono qua grazie ai sacrifici che ho fatto, lavorando in palestra. Questo è frutto di un lavoro duro che si vede ogni giorno in allenamento. Bisogna spingere tanto, quotidianamente», racconta, senza cercare scorciatoie o frasi ad effetto.
Alla domanda se quella contro Campobasso sia stata la partita più bella con la maglia amaranto, la risposta è immediata: «Sicuramente sì, la più bella della carriera. Sto raggiungendo record personali e sono molto soddisfatto. Non me l’aspettavo, ma si è visto il lavoro fatto».
Una gara iniziata in salita e poi ribaltata con carattere e lucidità: «All’inizio abbiamo sofferto, poi ci siamo rialzati con tanta voglia di combattere, di non lasciare nulla all’avversario. Alla fine il risultato parla chiaro: un netto 3-1 che ci ha portato questo quarto di finale».
Nonostante la giovane età, Rigirozzo ha mostrato una gestione delle emozioni da veterano, aspetto tutt’altro che scontato in una gara da dentro o fuori. «L’emozione c’è sempre e può fare brutti scherzi, ma in questa occasione l’ho gestita bene. Sono riuscito a controllarla e a giocare come so fare».
Essere il più giovane del gruppo e allo stesso tempo l’uomo copertina di una qualificazione storica è qualcosa che lascia il segno. La dedica, però, è tutta per chi lo accompagna fuori dal campo: «A chi mi segue da Roma, ai miei genitori, alla mia famiglia, a Martina, Giulia, papà, mamma, Francesco e a tutte le persone che mi sono state vicine recentemente. Ringrazio davvero tutti».
Un ringraziamento che torna indietro moltiplicato, tra compagni, staff e tifosi, mentre la Domotek scrive una pagina importante della propria storia e guarda con ambizione alla Final Four di Coppa Italia.
«Ce la godiamo», conclude Simone, con il sorriso di chi sa di aver fatto qualcosa di speciale, ma anche con la fame di chi non vuole fermarsi. Il racconto di una promessa del volley italiano che ha già la testa da grande. E il sabato sera, ormai, ha trovato il suo palcoscenico.

