Non solo calcio, basket o pallavolo. L’amministrazione comunale di Reggio Calabria strizza l’occhio anche alle bocce, sposando l’iniziativa del responsabile regionale della Federazione Italiana Bocce – Petanque, Guglielmo Votano, che da anni, insieme ad altri tecnici e atleti abilitati, porta questo sport nelle scuole del territorio, in collaborazione con il Comitato Italiano Paralimpico.

Nasce da qui il Primo Trofeo “Villa Arangea – Città di Reggio Calabria”, che verrà disputato l’8 giugno all’interno della Villa Comunale, e che vedrà in campo una sessantina di partecipanti. La manifestazione è classificata come torneo regionale. «L’obiettivo è far conoscere e diffondere sul territorio questo sport», spiegano gli organizzatori.

Attualmente, la Petanque è praticata da quattro società calabresi: Villa Arangea (capofila), ASD Orti Petanque (la più longeva), Karol e i Numeri Primi (Gioia Tauro) e Gambarie Petanque.

Giovanni Latella, consigliere comunale delegato allo sport, ha sottolineato l’impegno dell’amministrazione nel diversificare l’offerta sportiva in città: «Erano già stati appaltati i lavori per la costruzione di un bocciodromo, ma intoppi progettuali ne hanno interrotto la realizzazione. Però c’è il posto, si sta rivedendo il progetto e mi auguro che, oltre alla struttura che c’è a Gallina, anche su Reggio si possa avere una struttura idonea per attività e campionati. Mi auguro anche che tanti ragazzi possano avvicinarsi a questo sport, soprattutto grazie al lavoro che si sta facendo con le scuole».

Barbara Sidoti, responsabile regionale della Boccia Paralimpica, ha raccontato come si sia avvicinata a questa disciplina grazie al figlio disabile: «La boccia paralimpica si gioca in palestra con bocce particolari in similpelle. A giocarla sono ragazzi in carrozzina, suddivisi in categorie specifiche. Sono diventata tecnico per accompagnare mio figlio, ma purtroppo le cose non sono andate come speravamo. Da lì è nata l’associazione Karol e i Numeri Primi, dove portiamo avanti progetti legati alla disabilità e, in particolare, allo sport delle bocce».

Barbara allena attualmente tre ragazzi in carrozzina e ha recentemente portato per la prima volta un atleta calabrese a una gara nazionale a Padova. «Portiamo avanti progetti paralimpici nelle scuole, fondamentali per l’inclusione. Ricordo mio figlio durante l’ora di educazione fisica: mentre gli altri giocavano col pallone, lui restava da parte. Lo sport paralimpico consente anche a loro di fare attività con i propri compagni. Stiamo sviluppando la boccia paralimpica, ma anche la Petanque e la Beach Bocce nel territorio di Gioia Tauro».

Nino Canale, delegato provinciale della FIB, ha illustrato le diverse specialità in seno alla Federazione Italiana Bocce: Petanque, Raffa, Volo, Boccia Paralimpica e Beach Bocce. Tutte discipline che hanno trovato spazio e diffusione anche in Calabria, che ha visto i propri atleti partecipare a competizioni in tutta Italia.

Guglielmo Votano, promotore e responsabile regionale della Petanque, ha ringraziato l’amministrazione comunale per aver creduto sin da subito nell’iniziativa: «Le bocce non sono uno sport univoco, ma comprendono molteplici modalità di gioco, ognuna con regole e tecniche differenti. La Petanque è arrivata in Italia dalla Francia, si è radicata in Liguria e Piemonte, e in Calabria ha attecchito grazie a chi è rientrato dalla Francia portando con sé questo bagaglio sportivo. A Ortì, in particolare, ha trovato terreno fertile».

La Petanque si pratica su terra battuta, in campi da 15 per 4 metri, e non necessita di strutture complesse. È adatta a tutte le età e, a livello mondiale, è la specialità bocciofila più diffusa. Si gioca da fermi, con i piedi in un cerchio tra i 35 e 50 cm di diametro; il pallino deve essere lanciato a distanza tra 6 e 10 metri. Le bocce sono metalliche, pesano tra 600 e 800 grammi e misurano tra i 70,5 e 80 mm.

«L’obiettivo è coinvolgere quante più persone possibile – conclude Votano – e lo stiamo facendo anche attraverso progetti nelle scuole. Alcuni tecnici abilitati stanno lavorando all’interno degli istituti cittadini per avvicinare i giovani, perché è fondamentale garantire ricambio generazionale e un futuro a questo sport».