«Stiamo puntando molto sul recupero del gap che la Calabria ha sul sociale. Pensiamo, insieme al ministro, a una programmazione triennale su moltissimi fondi. Ovviamente la regione fa la sua parte ma devono fare la loro parte anche gli ambiti. Sono 32 in Calabria, alcuni vanno bene altri no».

Programmazione fondi disabilità

È stata chiara l’assessore regionale alle politiche sociali Emma Staine che, rispondendo alle nostre domande, ha ribadito la volontà di recuperare l’enorme ritardo nell’erogazione dei fondi. Parliamo, soprattutto, per quelli che riguardano i disabili gravissimi della provincia di Reggio Calabria. Oltre 5 anni di lotte, alcuni di loro sono morti in attesa di questi fondi. Sono costretti a combattere con una burocrazia che ha creato un ritardo nell’erogazione di fondi regionali che per le famiglie diventano indispensabili.

«È compito della Regione stimolare – ha aggiunto la Staine – anche perché se un ambito non funziona la legge consente il commissariamento. Non si vuole arrivare soluzioni estreme, però, di certo, un ambito deve funzionare, deve dare risposte perché sono le persone più fragili».

Ritardi a Reggio Calabria

E Reggio Calabria, in particolare, è nel mirino della Regione considerando che i ritardi devono essere colmati per dare una risposta alle famiglie che da troppo tempo attendono e che hanno rischiato di vedere scomparire fondi che non sono una concessione, sono un diritto che deve essere garantito.

Così l’assessore ha rassicurato le famiglie regine di disabili gravissimi perché la soluzione per recuperare gli anni di ritardo è già stata trovata, non resta che applicarla. «Stiamo cercando di recuperare in particolare l’ambito di Reggio Calabria – ha confermato la Staine – l’abbiamo molto attenzionato. I funzionari sono stati anche molto attenti perché si sono molto concentrati sull’ambito di Reggio Calabria perché appunto era uno dei più difficili. Speriamo bene ce la mettiamo tutta. Cerchiamo di avere un apparato burocratico che funziona e in questo devo essere sincera c’è la volontà dei miei funzionare dei miei dirigenti».