sabato,Luglio 13 2024

L’amore impossibile di Scilla e Glauco raccontato grazie alla scoperta di nuove grotte

Abbiamo esplorato i fondali inediti della perla del tirreno in compagnia degli escursionisti della Magna Grecia Outdoor che ci regalano nuove attrattive per conoscere miti e leggende

L’amore impossibile di Scilla e Glauco raccontato grazie alla scoperta di nuove grotte

Una scoperta fortuita quella che gli escursionisti scillesi hanno fatto riportando alla luce e rendendo fruibile delle grotte non ancora mappate. Dopo averle studiate per terra e per mare hanno deciso di renderle visitabili.

La scoperta

Così Angela Latella presidente dell’associazione Magna Graecia Outdoor e Giovanni Luca Bellantone del direttivo, ci hanno accompagnato a scoprire le bellezze nascoste di Scilla tramite un percorso via mare che è possibile effettuare tramite le guide.

Dopo l’entusiasmante scoperta della prima grotta, denominata “di Glauco”, sempre sulla stessa scogliera sono state individuate altre due cavità interessanti che hanno portato ad un’ulteriore ricerca per fare luce sulla storia di questo tesoro nascosto.

Le Grotte

Le grotte, ci spiega Giovanni Luca, «si trovano sulla scogliera occidentale di Scilla. La scogliera Pacì. Sono state scoperte in maniera abbastanza fortuita. Mi trovavo a camminare lungo questa scogliera e ho visto un anfratto. Sono andato dentro ad esplorare e ho visto che c’era una cavità che portava al mare. E così è stata scoperta la prima grotta che abbiamo chiamato di “Glauco”.

Questo nome ha vari motivi che si ricollegano alla mitologia di Scilla. È una grotta anche panoramica con affaccio diretto sul Castello dell’acqua. È una cosa fantastica perché andando da terra ci si inoltra nei meandri sotterranei poi si arriva livello del mare ci si trova questo panorama mozzafiato. A fianco abbiamo continuato, incuriositi, l’esplorazione della scogliera. Abbiamo trovato tanti altri anfratti le abbiamo dedicati a Circe e Polifemo, Ulisse, alle sirene. E ci siamo ricollegati alla mitologia originaria delle sirene che non erano conosciute come donne metà donna e metà pesce ma metà rapaci».

I progetti

Adesso il percorso prosegue per mettere su carta e certificare una scoperta che rischia di diventare una vera e propria attrattiva non solo turistica ma, soprattutto, culturale. 

«Stiamo proseguendo queste esplorazioni, con voi del Reggino.it stiamo realizzando la prima escursione organizzata condotta nelle grotte con accesso via mare. Stiamo portando avanti il lavoro di studio con geologi e con le istituzioni. Per catalogare, segnalare e studiare anche a livello geologico e antropologico questa cavità. Sicuramente la scogliera è ricca di questi anfratti anche dalla parte subacquea. Infatti, abbiamo iniziato con la stagione estiva a esplorare anche gli accessi via mare che si collegano anche con le aperture sopra e, quindi, si può fare un misto di speleologia subacquea e terrestre».

La storia

Il nome scelto per la grotta non è casuale. Lo ha spiegato bene durante la nostra escursione Angela. «La Grotta di trova in corrispondenza del belvedere Morselli e dall’interno si può vedere  precisamente la rocca di Scilla. Quello è il posto che ci porta al mito. È come se Glauco tornasse ogni volta su per osservare e ammirare la sua amata. 

Una scoperta che racchiude tutto il mito e la leggenda che da sempre caratterizzano e rendono Scilla uno dei borghi più suggestivi d’Italia. «Benché conosciamo la storia per la incontriamo per la prima volta a scuola sappiamo che Scilla è un mostro. In realtà Scilla nasce come una bellissima ninfa.  E Glauco che era un pescatore umano si innamora follemente. MA è un amore tormentato che porterà Scilla a diventare un mostro. La leggenda vede entrambi vittime».

Una scoperta e una storia che vuole diventare un motivo in più per visitare Scilla. Le grotte sono già visitabili grazie alle guide esperte che nell’accompagnare turisti e visitatori li accompagneranno all’interno di una leggenda che nonostante sia nota continua ad affascinare.

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