Gaza non è una striscia, ma una intera città di cui si sta cancellando l'esistenza . Una terra in cui, tra un prima e un dopo, si consuma un presente di progressiva devastazione . Nel forte Gullì del parco Ecolandia ad Arghillà, periferia nord di Reggio,  “ La terra di Gaza e la terra di Calabria” sono entrate in intima connessione . Presentato il progetto artistico di Costanza Ferrini e Batool Abu Akleen, allestito grazie al sostegno di Fondazione Carical.

Un'opera di forte denuncia storica e sociale e di grande intensità poetica e visiva , destinata a crescere ea restare , che tornerà presto ad essere visitabile in una dimensione ancora più articolata. Un potente e ancestrale invito a sentire su di sé l'ingiustizia del genocidio in atto e, al contemporaneo, a riconoscersi in un Mediterraneo unico, altro e possibile, abitato dalla Pace.

«In occasione di una visita qui a Ecolandia - ha spiegato l' artista delle origini umbre Costanza Ferrini – mi ha colpito subito la lunghezza del cammino dentro questo Forte . Con la sua quarantena di metri di pone nel rapporto pari a uno a 1000 rispetto alla lunghezza della striscia di Gaza . Così è nata l'idea di creare qui un'opera che mettesse la terra di Gaza con questo lembo di terra di Calabria, due terre antichissime che appartengono entrambe al Mediterraneo,  in correlazione, in dialogo .

Questo percorso è stato allestito insieme all'artista palestinese Batool Abu Akleen,  sopravvissuta al genocidio a Gaza e che adesso si trova adesso a Parigi . Presto verrà anche lei a visitare questo luogo dove abbiamo concepito e realizzato insieme questa opera site-specific ».

Il richiamo al silenzio e all'ascolto è forte. Un viaggio senza ritorno verso Gaza che attraverso immagini e parole entra dentro per decantare, emozionare, indignare e soprattutto per restare. Un viaggio lungo il quale scoprire affinità e punti di incontro con il lembo di mare dove sorgono anche Reggio e la Calabria.

Un profumo della liquirizia di Calabria è sprigionato da foglioline poste su un lenzuolo bianco mentre le immagini dei gelsomini di Gaza. che anche in Calabria germogliano, recano anch’essi i segni della genocidio. I fiori, la natura, come le case e le strade hanno ormai un prima e un dopo in cui si consuma la loro esistenza. Per le persone che non sono sopravvissute resta solo un prima. Il futuro è stato brutalmente strappato e il presente può e deve essere salvato dalla memoria, atto corale di umanità e responsabilità.

Lungo il filo che separa il prima dal dopo, si compie il viaggio. E l'occhio si perde da un lato all'altro di quell’intreccio di colore rosso sangue e di colore giallo, come la linea che delimita la città e che, lasciando all’esercito israeliano il 53% del territorio, segna l'occupazione senza scampo che il popolo palestinese sta subendo. Esso separa scorci della città prima e dopo delle bombe.

Terra di Gaza Terra di Calabria Forte Gullì Ecolandia aprile maggio 2026

«Abbiamo immaginato questo percorso come una mappa della memoria di com'era Gaza, lasciando che le foto di Batool Abu Akleen raccontassero dell’importanza storica, archeologica e culturale e della vita di una città sul mare che assomiglia molto a Reggio Calabria. Un gesto per conservare la memoria e per denunciare come quegli stessi luoghi sono stati ridotti dalle bombe.

Ma anche un gesto per rappresentare lo smarrimento che segue al genocidio che distrugge, che spezza ogni legame sociale, familiare, identitario. I lutti, le morti, nel tentativo di estinguere un popolo e la sua storia, non si contano più. Ecco il telo che riveste la parete del tunnel, e che man mano che si incede si riduce, restituisce il senso della sottrazione della terra di Gaza sotto i piedi dei Gazawi. Sottrazione alla quale corrisponde un aumento di macerie e delle persone che non ci sono più ma di cui restano le storie. Essi ci chiamano all'esercizio della memoria.  Ma prima, su un'intera parete la terra di Gaza, bellissima, piena di vita, cultura, futuro e con un passato importante di 4000 anni».

Terra di Gaza Terra di Calabria Forte Gullì Ecolandia aprile maggio 2026

Il percorso è pensato per essere attraversato anche nei suoi vuoti apparenti.

«Abbiamo immaginato questa come un'esperienza scomoda, che scavasse dentro, che costringesse, per via de luci particolarmente basse, a soffermarsi per guardare, leggere, sentire quanto ciò che accade, fosse ingiusto. L'immedesimazione sarebbe venuta naturale perchè quella gioventù di Gaza, la sua cittadinanza erano come la nostra. Con la stessa voglia di vivere. Con lo stesso diritto di farlo. Un diritto che è stato calpestato. Noi speriamo – ha spiegato ancora l'artista Costanza Ferrini – che così possa essere compreso che questo genocidio appartiene a tutti noi, non è solo una questione loro. In ogni spazio tra virgolette vuoto ciascuno deve poter leggere anche il proprio smarrimento».

Terra di Gaza Terra di Calabria Forte Gullì Ecolandia aprile maggio 2026

Un'opera che tesse insieme Gaza e la Calabria perché, per scelta, «la totalità di quanto esposto è stato riprodotto qui in Calabria. La canapa del telo a muro, la liquirizia, lo stampatore, la farina, la legna, tranne il pane arabo». Un tratto del percorso ha, infatti, una dimensione più intimistica con scritti e testimonianze del genocidio e quadri distrutti dalle bombe, che sono stati riprodotti grazie alle foto scattate prima dei raid. In particolare dell’artista palestinese Batool Abu Akleen è stata riprodotta  "La cicatrice del mondo" dipinto proprio il 6 ottobre 2023 e poi inghiottito dalle macerie.

Un percorso, dunque, anche personale per le due artiste. «Pur non essendo io calabrese e neppure Gazawi e pur non essendo Batool Abu Akleen stata qui, abbiamo sentito questo luogo molto affine a noi. Qui – ha sottolineato l'artista Costanza Ferrini - io ritrovo la mia stretta relazione con la campagna di cui metafore sono la farina, la legna e la sabbia sotto la parete vuota in cui ho scelto di adagiare, avvalendomi delle spigolature delle rocce, senza alcun intervento invasivo, dei telai, tradizione comune a Gaza e anche alla Calabria del passato. Telai vuoti come lo smarrimento di cui sono segno».

Dopo la mostra del fotografo palestinese, Fadi Thabet "Gaza - dove la vita resiste" dello scorso anno, adesso un’altra tappa di un percorso appena iniziato, attraverso il quale il parco Ecolandia di Arghillà punta a farsi memoriale di un popolo e di una città, un tempo florida e traboccante di vita. Un primo passo – ha spiegato Tonino Perna del parco Ecolandia – è rappresentato da questa mostra che riaprirà presumibilmente dopo l'estate e dopo un'implementazione didattica che la renderà più fruibile anche per le scuole.

Si tratta di un primo passo verso la creazione di vero e proprio memoriale, perchè Gaza non era solo case e oggi macerie. C'erano tre università, due musei, siti archeologici di 5000 anni fa, campi sportivi, cinema, teatri, musica. Insomma era viva. Poi finiamo di chiamarla Striscia che è offensivo. Gaza è una città che si estende come da qui a Palizzi, esattamente 45 km, e con una profondità che varia da 10 a 18 km. Una città che noi vogliamo ricostruire nella memoria storica perché quello che ha tentato di fare Israele, che sta cercando di fare Israele, che insiste col fare Israele è di distruggere tutto affinchè quel popolo possa arrivare a credere di essere nato in un deserto. Invece quello non era un deserto e l'arte e noi tutti abbiamo la resposansabilità di salvare questa verità nella memoria», ha concluso Tonino Perna del parco Ecolandia.