Raduno alle ore 09:45 al parcheggio dell’uscita “Bagnara” dell’Autostrada A2. Si prosegue poi, in macchina, per qualche chilometro per Monte Sant’Elia. Partenza Escursione alle ore 10.15. Ecco il programma della prossima tappa proposta nel programma delle escursioni di Gente in Aspromonte, domenica 8 febbraio.

Una breve ma emozionante escursione là dove la terra sembra precipitare sul mare. Quel mare che vide Ulisse legato all'albero maestro ma in grado di ascoltare il canto delle sirene. Il mare dei mostri Scilla e Cariddi. Quello stesso mare che oggi è ricettacolo di ogni genere di rifiuti che mettono in pericolo ogni forma di vita presente nelle sue acque. Quel tratto di mare oggi definito “viola” che da millenni affascina chiunque vi si affacci specialmente camminando sul sentiero Azzurro “Tracciolino”. Autentico “balcone sul tirreno”.

Il Sentiero Azzurro (Tracciolino), si snoda infatti sul fianco del Monte Sant’Elia, costituendo uno dei luoghi panoramici naturali più impressionanti che esistano sul Tirreno. Come tutti i sentieri naturali, la sua peculiarità ed il piacere di percorrerlo sono direttamente legate alla sua conformazione naturale, che conduce l’escursionista direttamente nella macchia mediterranea, tra felci secolari e rigogliosa vegetazione spontanea. I punti panoramici della montagna sono molti, grazie alla conformazione. Il punto panoramico principale è il Belvedere Managò, posto sulla sommità del monte, costituito da una serie di balconate realizzate con ringhiera e scale sopra i vari costoni della montagna. Dalle suddette balconate è possibile ammirare tutta la costa tirrenica, da Capo Vaticano allo Stretto di Messina, il mar Tirreno, le Isole Eolie, il vulcano Etna, e tutta la città di Palmi. Sulla cima dal belvedere, tra l'altro, sono collocate tre croci bianche, a ricordo del monte calvario dove Gesù fu crocifisso.

L’intero percorso si sviluppa lungo il tratto più suggestivo della Costa Viola e offre la possibilità di osservare un ambiente naturalistico davvero interessante, dove a farla da padrone è veramente la natura in tutta la sua splendente, originaria bellezza, con i suoi colori, i suoi silenzi, il suo incanto.

Un tempo, da aprile ad agosto, il Tracciolino era costellato di postazioni di cacciatori e banditori, gli avvistatori dei pesce spada. Allora la montagna risuonava delle svelte, concitate e misteriose parole d’ordine gridate dal “banditore”. Erano piuttosto urli disperati che si allungavano accavallandosi con un‘eco che la montagna restituiva in suoni amplificati ed arcani; comprensibili solo a chi era aduso a quella forma di comunicazione.

Durante il percorso si possono ammirare le “armacìe”. Ardite architetture ciclopiche di pietre giustapposte, le armacìe seguono l’andamento della costa; digradando in vigne terrazzate verso il mare per rubare a fini produttivi lo spazio alla montagna, dando chiara l’idea della fatica umana e del bisogno, e dell’antica sapienza con cui l’uomo sapeva accostarsi alla natura, accarezzandola per non indispettirla, modificandola senza turbare la bellezza e l’equilibrio.