Nuovo aggiornamento per il Tavolo tecnico sul fenomeno dell’erosione costiera nel territorio metropolitano. Nella giornata di giovedì 5 marzo, presso gli uffici della Città Metropolitana, si è tenuta la quinta riunione dell’organismo istituito con delibera del sindaco metropolitano e insediato lo scorso 18 ottobre 2024, con una seduta straordinaria dedicata in particolare ai tratti di costa dei comuni di Reggio Calabria e Motta San Giovanni.

La riunione è stata presieduta dal direttore del Dipartimento «Tutela del Territorio» della Città Metropolitana, Domenica Catalfamo, alla presenza dei funzionari dell’ente e dei consiglieri metropolitani Salvatore Fuda, delegato all’Ambiente, e Giuseppe Marino, presente anche in qualità di consigliere comunale del Comune di Reggio Calabria.

Al centro dell’incontro il coordinamento degli interventi e degli approfondimenti tecnici necessari per affrontare alcune criticità del litorale metropolitano. L’obiettivo è quello di rafforzare il lavoro interistituzionale e individuare soluzioni efficaci per contrastare l’erosione costiera, fenomeno che negli ultimi mesi si è accentuato a causa delle forti mareggiate e dei cicloni meteorologici che hanno interessato l’area dello Stretto.

«Si tratta del naturale proseguimento di un percorso condiviso – ha spiegato l’ingegner Catalfamo – fortemente voluto con l’istituzione di un tavolo permanente capace di mettere insieme competenze tecniche e istituzionali. Un approccio multidisciplinare necessario per superare criticità e ostacoli burocratici e dare risposte tempestive ai territori che fronteggiano il problema dell’erosione costiera».

Nel corso della riunione è stato fatto il punto sugli interventi già avviati lungo la fascia costiera reggina, in particolare nei tratti di Pellaro e Bocale, dove sono in corso lavori di posa dei pennelli e di manutenzione delle barriere frangiflutti esistenti.

Tra i temi affrontati anche il possibile riutilizzo della sabbia sedimentata nel porto di Saline per il ripascimento del litorale a nord dell’infrastruttura portuale. Una soluzione che potrebbe contribuire sia alla piena operatività del porto sia al ripristino della linea di costa nei tratti maggiormente colpiti dal fenomeno erosivo.

Alla riunione hanno partecipato, in presenza e da remoto, i rappresentanti di numerosi enti e istituzioni coinvolti nella gestione del territorio: il Comune di Reggio Calabria, il Comune di Motta San Giovanni, la Prefettura, l’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto – presente per la prima volta al Tavolo – il Dipartimento «Governo del Territorio» della Regione Calabria, la Soprintendenza archeologica, l’Autorità di bacino distrettuale, la Direzione marittima di Reggio Calabria, Arpacal, Anas e Calabria Verde.

Nel suo intervento il consigliere metropolitano Salvatore Fuda ha evidenziato come il problema dell’erosione costiera abbia radici lontane nel tempo e richieda un impegno strutturale.

«I problemi legati all’antropizzazione del territorio sono datati e le difficoltà nel reperire risorse adeguate restano significative – ha affermato –. È necessario uno sforzo della Regione Calabria per garantire opere di mitigazione e interventi risolutori per l’intero litorale ionico della Città Metropolitana».

Sulla stessa linea il consigliere Giuseppe Marino, che ha richiamato l’attenzione su un progetto già elaborato dalla Città Metropolitana per la protezione del tratto costiero compreso tra Capo d’Armi e Punta Pellaro.

«La Regione potrebbe intervenire per una risoluzione definitiva del problema dell’erosione delle nostre coste – ha dichiarato – finanziando il lotto 1 e, perché no, anche il lotto 2. È dimostrato che il sistema di protezione con soffolte e pennelli, insieme alle attività di ripascimento, ha funzionato».

Marino ha inoltre sottolineato l’importanza di utilizzare la sabbia depositata nel porto di Saline, la cui caratterizzazione ha già avuto esito favorevole. «L’obiettivo è duplice: rendere pienamente operativa la struttura portuale e, allo stesso tempo, garantire il ripascimento del litorale a nord, ripristinando la linea di costa fino a Punta Pellaro».

Il Tavolo tecnico proseguirà il proprio lavoro nelle prossime settimane con ulteriori approfondimenti tecnici e con il coinvolgimento costante delle istituzioni interessate, nel tentativo di individuare soluzioni condivise per uno dei temi più delicati della tutela del territorio metropolitano.