A tagliare il nastro con il sindaco la dg dell’Asp Maddalena Berardi. Venti posti letto nell’ex Seminario completamente rinnovato: assistenza H24, diagnostica di base e punto prelievi per rafforzare la sanità dell’Area Grecanica
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C’è il taglio del nastro, certo. Ma soprattutto c’è una prima paziente annunciata in arrivo subito dopo la conclusione della cerimonia. Ed è forse questa l’immagine che racconta meglio la giornata vissuta questa mattina a Bova Marina. Perché dopo anni di programmazione, lavori e attese, l’Ospedale di Comunità “Stella Maris” non viene soltanto inaugurato: da oggi entra a pieno regime e comincia concretamente la propria attività sanitaria.
A tagliare il nastro sono stati la direttrice generale dell’Asp di Reggio Calabria Maddalena Berardi e il sindaco di Bova Marina Andrea Zirilli, davanti a rappresentanti istituzionali, amministratori e cittadini. Poi le porte si sono aperte su una struttura completamente trasformata: moderna, luminosa, dotata di ambienti nuovi e di tutti i comfort, realizzata all’interno dello storico ex Seminario che accompagna da quasi due secoli la storia della cittadina jonica.
Ed è proprio qui che la giornata assume un significato che va oltre l’apertura di un nuovo presidio sanitario. Un edificio che ha attraversato una parte importante della storia di Bova Marina, conosciuto stagioni e destinazioni differenti e vissuto anche lunghi periodi di incertezza, torna definitivamente al servizio della comunità con una funzione sanitaria precisa.
La voce principale della mattinata è quella di Maddalena Berardi. La direttrice generale dell’Asp non nasconde l’emozione davanti alla partecipazione e agli operatori già pronti a prendere possesso della struttura. «Sono molto emozionata. Trovare tutta questa gente, gli operatori contentissimi, una struttura meravigliosa in un contesto molto suggestivo, bello e tranquillo, mi apre il cuore. Noi consegniamo oggi questa struttura alla comunità. Non è né dell’Asp, né del sindaco: è dei cittadini».
Un risultato arrivato dopo una corsa contro il tempo. «È stata realizzata con grande fatica perché abbiamo corso, abbiamo corso tantissimo», ha ricordato la Berardi, ringraziando operatori, tecnici e quanti hanno lavorato alla realizzazione dell’opera. Poi l’annuncio che dà all’inaugurazione un significato immediatamente concreto: «Abbiamo già i pazienti pronti. Essendo questo il momento dell’inaugurazione, abbiamo ritenuto di ricoverarli fra qualche ora».
L’Ospedale di Comunità rappresenta quel passaggio intermedio che finora è spesso mancato nella catena dell’assistenza: accoglierà pazienti dimissibili dai reparti ospedalieri, che non hanno più necessità di rimanere in un ospedale per acuti ma che non sono ancora nelle condizioni di rientrare a casa. «È la struttura dove il paziente dimissibile, ma che non può andare ancora a casa, trova una qualificata assistenza infermieristica H24 con il governo di una figura medica», ha spiegato ancora Berardi. Una sorta di domicilio assistito capace anche di favorire la deospedalizzazione e liberare posti nei reparti destinati alle patologie acute.
A raccontare la struttura nei numeri è Carmelo Minniti, direttore della Struttura complessa Gestione tecnico-patrimoniale e Ingegneria clinica dell’Asp. L’intervento, finanziato con fondi PNRR per poco meno di 3 milioni di euro, ha interessato due piani dell’ex Seminario. Al piano terra trovano spazio accettazione, ambulatori e aree destinate alla continuità assistenziale; al piano superiore la degenza, con 9 camere doppie e 2 singole per complessivi 20 posti letto, servizi in camera, climatizzazione, letti elettrici di ultima generazione e nuovi arredi. Presenti inoltre diagnostica di base, elettrocardiografi, defibrillatori, sistemi per le analisi rapide e un punto prelievi che sarà pienamente operativo con la messa a regime dell’organizzazione.
Per Andrea Zirilli è anche una giornata dal forte valore simbolico. «Non nego che siamo emozionati come amministrazione comunale», ha spiegato il sindaco, interpretando l’attesa dei cittadini per un presidio destinato a diventare «un punto di riferimento per la sanità locale». Un’emozione legata anche alla storia dell’edificio: «Questi locali sono nuovamente a servizio della comunità».
Una rete sulla quale interviene anche il sindaco di Roghudi e consigliere metropolitano Pierpaolo Zavettieri, mettendo subito un punto fermo: nessuna contrapposizione con il Tiberio Evoli. «L’ospedale di Melito Porto Salvo, il nostro ospedale dell’area, va potenziato e va recuperato. Io non metterei in conflitto queste strutture con l’ospedale di Melito, perché svolgono funzioni differenti». L’Ospedale di Comunità, spiega Zavettieri, interviene infatti nella fase successiva alla degenza ospedaliera e può rappresentare «una sorta di albergo medicalizzato», utilizzando volutamente un’espressione non tecnica per rendere comprensibile ai cittadini la funzione del presidio.
Zavettieri rivendica soprattutto la battaglia condotta negli anni della programmazione per assicurare questa struttura all’Area Grecanica, inizialmente non prevista. «Rivendico un lavoro fatto con il supporto di altri colleghi sindaci e della pubblica amministrazione: il fatto che l’Area Grecanica abbia avuto anche l’Ospedale di Comunità, che non era previsto nella programmazione in corso». Una scelta che portò poi a individuare Bova Marina e l’ex Seminario, anche per le caratteristiche dimensionali richieste dalla normativa.
Ma l’apertura, avverte Zavettieri, dovrà adesso essere accompagnata da personale e nuove risorse, evitando di spostare semplicemente uomini e donne da un presidio all’altro: «Bisogna pensare alle piante organiche potenziali di questi ospedali di comunità e portare altre risorse umane al lavoro, in modo tale che non ci sia una coperta corta che viene tirata ora da questo lato e dopo dall’altro».
Alla cerimonia erano presenti anche la consigliera regionale Daniela Iiriti, il sindaco di Roccaforte del Greco, il vicesindaco di Bova, la commissaria straordinaria di Condofuri, le Forze dell’Ordine, assessori e consiglieri comunali di Bova Marina di maggioranza e opposizione e diversi ex amministratori. Tra questi anche l’ex sindaco Saverio Zavettieri, sotto la cui amministrazione prese avvio la realizzazione dell’opera.
Da oggi, però, la storia amministrativa lascia spazio soprattutto a quella sanitaria. Le stanze sono pronte, i letti pure, gli operatori sono al loro posto e i primi pazienti possono entrare. Per Bova Marina e per l’Area Grecanica è questo il dato che conta più di ogni nastro tagliato: dopo una lunghissima attesa, l’ex Seminario ha finalmente una nuova vita.




